L’orizzonte

L’orizzonte
È un po’ di tempo che Bosmans si sorprende a ripensare a certi episodi della sua giovinezza, frammenti che però restano enigmatici, come avvolti in una fitta nebbia. Ha cominciato anche a prendere appunti, ma non riesce a sbrogliare la matassa di dubbi. E se avesse sbagliato? Se avesse scelto l’altra strada, la sua storia sarebbe stata diversa? Forse migliore? La materia oscura è più vasta della parte visibile, nella vita come in astronomia. E intanto i ricordi si fanno sentire, come flash. Per esempio, Mérovée. È un cognome? Un soprannome? Meglio non pensarci, concentrarsi su altro, camminare lungo l’avenue de l’Opèra, per le strade di Parigi…
Superfluo a dirsi, ma non è evidentemente un caso che Patrick Modiano sia stato insignito del Nobel per la Letteratura: la motivazione, tra l’altro, è di rara sintesi ed efficacia: “Un Marcel Proust del nostro tempo”. Retorica quanto si vuole, ma dice la verità perché, mutatis mutandis, l’atteggiamento dello scrittore nei confronti della letteratura, della vita e della narrazione è lo stesso del suo illustre predecessore. Ne eredita la concezione della memoria come fertile terreno da cui sorge il presente, tracciando figure di grande forza espressiva, nonostante brillino per le loro assenze, siano sfuggenti, impalpabili, incompiute, sempre in cerca della verità, di un senso.

 

 

 
 
 
 
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