L’oro dell’imperatore

L’oro dell’imperatore
Luglio 1805. Una goletta è in balia di un tremenda tempesta. Una fragorosa macchina da demolizione. Un tremendo naufragio e dell’equipaggio rimane vivo un solo uomo che viene ritrovato sugli scogli in fin di vita, sanguinante, bianco e immobile. Tratto in salvo dal reverendo Trewint, pastore di un piccolo villaggio di pescatori che si affaccia sul canale della Manica, l’uomo viene affidato a Sir Keith Kinnaird, funzionario dell’Organizzazione generale di indagine e controllo, un organismo del governo inglese che si muove nell’ombra. L’uomo non ha passato né parenti e non lo cerca nessuno. È un uomo morto. Per questo da quel momento in poi sarà Tom Roscarrock, un agente dell’organizzazione che deve muoversi in un Inghilterra che sta vivendo uno dei periodi più cupi della sua storia: Napoleone ha infatti conquistato tutta l’Europa e ora con la sua flotta si appresta a dominare il canale della Manica e sottomettere l’Inghilterra. Come se non bastasse, gli ideali della Rivoluzione francese hanno raggiunto il Regno Unito gettandolo nel caos. E sono molti i tentativi d’insurrezione da parte di una popolazione esasperata dalle disuguaglianze sociali. Senza trascurare l’annosa questione dell’Irlanda, pronta alla rivolta e all’appoggio alla Francia napoleonica. Tom Roscarrock viene così scaraventato suo malgrado all’interno di una fitta rete di intrighi politici. Ed è a lui che viene affidata una missione delicatissima: deve mettersi sulle tracce di due pericolosi rivoltosi e deve compiere delle indagini su una misteriosa flotta di Napoleone. Ma deve stare molto attento perché sono pochissime le persone di cui si può fidare e molte quelle che lo vogliono morto…
Robert Wilton, funzionario del governo britannico e famoso saggista, esordisce nella narrativa con L’oro dell’imperatore, un romanzo al contempo di spionaggio, storico e d’avventura. Sono molti, infatti, gli ingredienti che l’autore utilizza nella costruzione di una storia che nasce dalla scoperta di un archivio segreto dell’Old War Office Building di Londra, rimasto sepolto per circa due secoli, e che descrive i meccanismi della famigerata Organizzazione generale di indagine e controllo ˗ di cui non esistono documenti ufficiali ˗ progenitrice dell’M16 e dei servizi segreti britannici. Intrecciando sapientemente realtà e finzione e utilizzando uno stile curato e avvolgente, Wilton ha saputo dar vita ad una trama affascinante e misteriosa in cui il pericolo è sempre in agguato, con dei personaggi che, attraverso il proprio peso specifico, incidono nella sinfonia della narrazione. Davvero riuscita è la ricostruzione storica di un periodo in cui si fronteggiavano le istanze di rinnovamento della Rivoluzione francese, culminate nell’ultimo condottiero della storia, Napoleone, e la solida, reazionaria e privilegiata staticità della corona inglese di Giorgio III. Al centro si pongono le avventure del misterioso Tom Roscarrock, vero e proprio ago della bilancia di una vicenda che non offre punti di riferimento e vive di continui ribaltamenti, paradossi e contraddizioni. Fino ad un finale che concede di diritto a Robert Wilton un esordio narrativo a pieni voti. 

 

 

 

 
 
 
 
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