L’U-Boot della morte

L’U-Boot  della morte
Konrad Berman è un giovane “Leutnant” di marina ambizioso e determinato. Suo padre, un grande  ufficiale morto a bordo di un sommergibile durante la Prima Guerra Mondiale, è il suo modello.  Grazie alla sua volontà di ferro  Konrad ottiene il comando del sommergibile U44 e quando la Seconda Guerra Mondiale è alle porte lui, con orgoglio, viene chiamato a combattere contro la potente flotta inglese. Ma  la prima esperienza è piuttosto traumatica: durante un attacco è costretto ad abbandonare un uomo del proprio equipaggio in mezzo al mare. Non sarà l’unica scelta difficile che dovrà affrontare...
Edwin Gray, oltre ad essere uno scrittore di romanzi, è anche uno storico specializzato in saggi di guerra sottomarina. E si vede:  le primissime pagine di questo libro infatti sono dense di descrizioni e terminologie tecniche che – attenzione -  potrebbero in un primo tempo spaventare il lettore. Ma non lasciatevi ingannare: superato questo impatto iniziale, la storia fila come un siluro sparato contro il bersaglio e, oltre a divertire, regala anche un’ottima descrizione di come si possa muovere un equipaggio nel claustrofobico spazio di una nave da guerra sottomarina. Il buon Edwin Gray, infatti, sfrutta la propria conoscenza tecnica per creare un’ambientazione realistica con tanto di personaggi storici realmente esistiti che danno spessore alla storia, vista non dal punto di vista dei “buoni” alleati, ma da quello dei “cattivi” nazisti. Ma anche qui Edwin Gray ci insegna, attraverso il divertimento del romanzo, che molti membri della Kriegsmarine Hitler non lo sopportavano proprio. E meno male.

 

 

 

 
 
 
 
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