L’ultima estate

L’ultima estate
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Estate 1967. Lucy in the Sky with Diamonds è la canzone che i Beatles hanno appena lanciato sul mercato e tutti la cantano. Bondrée è una località di villeggiatura al confine tra gli Stati Uniti e il Québec. Ogni anno le stesse famiglie si ritrovano e trascorrono le vacanze estive in armonia. I ragazzi si conoscono quasi tutti esattamente come i loro genitori. Zaza e Sissy sono cresciute assieme e ora sono in piena età adolescenziale. Molti le guardano con curiosità, altri con disapprovazione: le prime sigarette fumate di nascosto, i primi baci con i ragazzi, le prime notti passate senza tornare a casa. Tutto pare essere tranquillo quando Zaza viene ritrovata senza vita in un bosco. La pacifica tranquillità di Bondrée si dissolve come neve al sole. A occuparsi del caso saranno l’ispettore capo Stan Michaud, il suo vice Jim Cusack e l’interprete Brian Larue. Non sarà semplice districarsi all’interno di una comunità così piccola in cui i preconcetti e gli attriti sembrano non esistere invece sono solo nascosti dietro la facciata di apparente perbenismo. La situazione non può che tracollare quando anche Sissy viene rinvenuta cadavere con le stesse modalità della sua amica Zaza. Tocca a Stan e a Jim cercare il bandolo della matassa, restare sempre vigili e non farsi coinvolgere troppo in una storia che tocca il loro presente ma anche il loro passato…

L’ultima estate è il primo lavoro tradotto in italiano di Andrée A. Michaud, classe 1957, nata in Québec e molto famosa in Canada. Il romanzo ha la tipica struttura classica del noir: c’è una cittadina piccola, apparentemente lontana da ogni tipo di violenza e di odio, dove regna l’armonia e, improvvisamente, un omicidio fa cadere la facciata del perbenismo che regna. Il “male” si nasconde dove è più complesso stanarlo, dove non si direbbe mai che ci possa essere odio, e affonda le sue radici nel passato (Stephen King docet con i suoi romanzi più belli). Ai nostri ispettori Stan e Jim e al loro traduttore Brian spetterà l’arduo compito di riportare alla luce i segreti nascosti degli abitanti di Bondrée. Lo stile è paratattico ed è complesso perché intercalato da locuzioni inglesi. Il romanzo originale è in lingua francese e l’inglese serve a rendere il lettore più vicino alla comunità francofona del Québec che ogni giorno vive questo bilinguismo. La lettura però risulta diventare molto frammentaria e poco fluida. Il plot è avvincente e ben costruito eppure L’ultima estate pare non decollare mai: tutto è abbastanza prevedibile. Peccato. Ci si aspetta di più, quel qualcosa in più che ci fa voler continuare a leggere senza essere mai interrotti, che ci porta a sognare il Canada e i suoi boschi. Invece la lettura si inceppa, si ingarbuglia. Probabilmente se fossimo più abituati all’intercalare inglese nei libri che leggiamo, questo uso non avrebbe l’effetto di bloccare la lettura e tutto sarebbe più naturale.



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