L’ultima estate di Diana

L’ultima estate di Diana

Come ha vissuto Diana la sua ultima estate, quella del 1997? Di certo fin lì non le erano mancati i problemi, difficile come è stata la sua vita a corte, nell’intimità della famiglia, in pubblico. Un marito che lei dichiarò di amare anche durante il divorzio, diviso con un’altra donna, quella Camilla Parker Bowles che poi Carlo ha finito per sposare, due figli, soprattutto il più grande che rifiutava di accettare la vita della mamma, una suocera che rimase tale anche dopo la fine del suo matrimonio. Ma ci sono cose che non si sapranno mai, domande che non avranno mai risposta, perché afferiscono direttamente ai suoi pensieri di donna che voleva finalmente un amore felice, che ha fatto tutto per amore. La frequentazione con Dodi al Fayed era un modo per far ingelosire il suo dott. Hasnat Khan? Poteva davvero aver fatto innamorare Lady D con tutte le sue miserie di ultraquarantenne dipendente ancora dal portafogli (per carità, gonfio di denaro) del padre, con molti vizi e poche virtù, con quelle mire di finire sulle prime pagine dei giornali, con quella fidanzata che doveva sposare il 9 di agosto, quello stesso agosto che ha passato poi con Diana? Poteva accontentarsi davvero soltanto di regali e coccole preziose? E allora perché continuava a sentire pressoché quotidianamente tutti i suoi spasimanti? E poi ci sono i fotografi, o meglio gli assalti dei fotografi che in quell’estate maledetta non le hanno dato tregua, ovunque lei si trovasse, dallo yacht “Jonikal” alla campagna contro le mine antiuomo in Bosnia...

L’occasione è il ventennale della morte di cui si parla ormai da tempo, anche per il consenso (finalmente) di Sua Maestà la Regina Elisabetta II alla statua dedicata a Diana, che dà seguito al desiderio dei nipoti William ed Henry: “È il momento giusto per riconoscere l’impatto positivo che ha avuto sul Regno Unito e sul mondo intero”. Certo non si è mai smesso di parlare di lei, la sua morte prematura l’ha consacrata come il mito di questi decenni, confermando l'ammirazione che tutti avevano nei suoi confronti. E Antonio Caprarica, scrupoloso giornalista, inviato RAI in Gran Bretagna, ha cercato di approfondire alcuni “spunti” derivati dall’inchiesta sull’ipotetico complotto dietro l’incidente del tunnel dell’Alma, rivedendo le carte e intervistando testimoni. Perché se adesso si parla di “fake news”, di certo Diana vent’anni fa ne è stata una delle vittime più illustri. Ristabilire alcune verità è doveroso, in mezzo alle stupidaggini su di lei (architettate sapientemente da chi aveva tutto da guadagnare in questa storia), non ultimo il suo stato di gravidanza al momento dell’incidente. È vero, però, che far luce sugli eventi significa anche mettere in evidenza alcune caratteristiche “insospettabili”: la Lady D calcolatrice, stratega e furba, per esempio, che contrasta con i suoi occhi limpidi e tenuti bassi per una timidezza senza limiti, o anche quel suo essere talmente fragile da finire tra le mani di tutta una serie di maghi e veggenti. E molto altro ancora.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER