L’ultima famiglia di Istanbul

L’ultima famiglia di Istanbul
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“Giovedì 19 gennaio 1995, Aylin Devrimel Nadowlsky Goldberg fu trovata morta dalla domestica, con l’asse di un’auto conficcata nel petto. Nessuna prova che fosse stata aggredita da un intruso. Non c’erano segni di colluttazione”. Ufficiale dell’esercito americano insignita della medaglia al valore, Aylin è tra gli psichiatri più noti di New York. Mariti, amanti, figli, carriera, devoti amici e conoscenti hanno reso ricca la sua frivola e intensa esistenza, affascinati dalla sua indole e dal suo carisma, e ora tutti si trovano al suo cospetto, di fronte alla bara che la custodisce. Discendente di una prestigiosa famiglia turca, illuminata e moderna, cresciuta in un ambiente sereno, appoggiata negli studi, desiderosa di conquistare il proprio posto nel mondo e sufficiente ricchezza per vedere sodisfatti tutti i suoi desideri: “Guadagnerò da me i soldi per assumere la mia servitù”. Una donna incline agli innamoramenti rapidi e travolgenti, capace di convertirsi da musulmana a ebrea per potersi sposare, affascinata da uomini ricchi e maturi, libera da pregiudizi e capace di amare gli esseri umani al di sopra di razza, religione, classe sociale, inoltre insofferente a ingiustizie e discriminazioni. Come medico accetta di seguire i pazienti più difficili, quelli che i colleghi tengono alla larga e danno per irrecuperabili. Un lavoro che esercita con dedizione raggiungendo risultati strabilianti anche di fronte a situazioni estreme, sincera e appassionata nel perseguire i suoi obiettivi e dare valore alla propria esistenza…

“Vale davvero la pena morire per le cose che disprezzi?” Questa la domanda che Aylin fa a una giovane paziente che è sopravvissuta a dodici tentativi di suicidio. Col suo approccio schietto e ironico si mostra capace di scuotere gli animi più tormentati, pur non riuscendo a capire come soddisfare sé stessa, costantemente alla ricerca d’amore. Aylin è una donna strabiliante, un vero e proprio personaggio da romanzo, incarna tutte le migliori qualità femminili: bellissima, sensibile e intelligente, ambiziosa, appassionata, una edonista, amante degli uomini, dell’arte, del lusso, affascinante e magnetica. Nessun uomo le resiste e lei non sa resistere agli uomini. Una figura eccessiva ma che sa conquistare la simpatia del lettore grazie alla dolcezza e alla fragilità che la accompagnano: “La felicità bisogna trovarla attraverso i propri tentativi e i propri errori”. Ayşe Kulin, autrice turca di origini bosniache, ha una fruttuosa carriera alle spalle, non si è occupata esclusivamente di letteratura, ma ha dato corpo al suo estro creativo come autrice cinematografica e televisiva e il suo nome è ben conosciuto in tutto il mondo, i suoi romanzi sono stati tradotti in 27 paesi e nel 2015 L’ultimo treno per Istanbul le è valso il Premio Roma, nonché importanti riconoscimenti a livello europeo e in particolare dalla comunità ebraica. Controversa invece la sua posizione in merito al Genocidio Armeno, le dichiarazioni rilasciate durante un’intervista del 2014 le hanno causato problemi con la comunità armena turca, obbligandola a frettolose ritrattazioni.



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