L’ultima notte della nostra vita

L’ultima notte della nostra vita
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

È il 5 settembre 2017. La mezzanotte è passata da soltanto 22 minuti quando Mateo Torrez, un diciottenne portoricano, riceve la telefonata del Death-Cast: è il suo ultimo giorno sulla terra. Queste telefonate, a cui nessuno può ribellarsi, annunciano lo scadere del tempo su questo mondo, le ultime, forse, ventiquattro ore, in cui prendere le ultime decisioni, salutare le persone care, prepararsi al trapasso, magari chiedere perdono a qualcuno... All’1.05 è Rufus Emeterio a ricevere la medesima telefonata, mentre sta picchiando il nuovo fidanzato della sua ex. E non si può far finta di niente, non si può non rispondere, la suoneria imperiosa e conosciuta da tutti non può essere elusa: è un obbligo anche ascoltare tutte le frasi di rito, condoglianze comprese. Rufus è orfano, il padre e la madre, con la sua sorellina, sono morti annegati in un incidente qualche tempo prima, incidente nel quale lui è stato l’unico sopravvissuto. Ora risiede in una struttura che, con i suoi compagni di sventura, anch’essi orfani, chiama “Plutone” ed è lì che vuole tornare per salutare tutti, non prima però di aver telefonato alla sua Aimee, perché se c’è qualcuno che vuole vedere più di tutti gli altri in queste sue ultime ore è proprio lei, non ha mai smesso di amarla. Nella casa di accoglienza sono tutti pronti per il commiato. Arriva anche Aimee, accompagnata dal fidanzato, pesto e ferito, che rovina il momento di addio chiamando la polizia. Rufus è così costretto a fuggire, per non trascorrere le sue ultime ore in una cella. Ma le sorprese di questa sua ultima giornata non sono finite, anzi, sono appena all’inizio...

Inquietante e pieno di problemi, angoscioso e angosciante, di certo un libro da non consigliare per chi soffre di incubi notturni. Difficile pensare che abbia vinto così tanti premi e che possa essere apprezzato dai giovani a cui è destinato, che per definizione sono pieni di energia e di vita. L’idea di ricevere una telefonata che ti avvisa che stanno per staccarti la spina non è proprio il massimo delle aspirazioni. Di certo è interessante vedere le diverse reazioni: salutare parenti stretti e amici cari, magari senza dire loro che tutto quell’affetto si deve all’annuncio di morte certa; rivedere la ex di cui si è ancora terribilmente innamorati; regalare soldi o le proprie cose a chi ne ha bisogno, visto che tanto non serviranno più; vendicare i torti subiti; non voler uscire di casa, pensando di salvarsi, ma senza sapere che la vecchia con la falce è in agguato proprio lì; visitare un qualsiasi posto che ci siamo sempre ripromessi di visitare... certo, ma non sono forse reazioni che avremmo tutti se solo venissimo informati di morire 24 ore prima? È però angosciante vedere la propria tomba, con tanto di lapide già pronta, è angosciante essere consapevoli di avere tante cose da fare (soprattutto a 17 anni) a cui si è costretti a rinunciare, è angosciante trovare un “Ultimo Amico” con cui saresti andato terribilmente d’accordo, ma a cui devi, dovrai, comunque rinunciare nell’arco di qualche ora. Che poi viene da chiedersi se nella vita reale sarebbe stato così o se magari tutto questo avviene perché si è a un passo dalla morte, perché la differenza di stato d’animo è grandissima. Ma forse, alla fine, tutta questa atmosfera angosciosa serve a capire che non si deve sprecare nemmeno un secondo, che, comunque sia, la vita sarà sempre troppo breve per tutti i nostri sogni e che magari sarebbe il caso di non rimandare troppo. Il libro diventerà presto una serie tv per la HBO.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER