L’ultima occasione

L’ultima occasione

1985: Douglas, famoso scrittore di fantascienza, e Mark, esperto zoologo, si ritrovano in Madagascar alla ricerca di un lemure in via di estinzione, l’aye-aye, un curioso animaletto notturno dagli occhi grandi che assomiglia un po’ ad un gatto e con un dito medio che sembra un lungo ramoscello secco: c’è in ballo un articolo da pubblicare per sensibilizzare i lettori del “The Observer Magazine” su una specie in pericolo. I due non si sono mai incontrati prima del viaggio, e nessuno di loro ha mai visto un aye-aye: sanno solo che i pochi esemplari rimasti vivono sull’isola di Nosy Mangabe, un pezzetto di terra ricoperto da foresta pluviale a pochi km dalla costa nordorientale malgascia, loro ultimo rifugio sulla Terra, che per tale ragione non può essere visitato se non con uno speciale permesso governativo. Dopo alcune peripezie burocratiche la strana coppia raggiunge la riserva e con una buona dose di fortuna, nel corso di una notte di pioggia, solo per alcuni istanti, il rarissimo lemure viene avvistato sul ramo di un albero. Il successo dell’impresa stimola lo scrittore a pensare in grande: perchè limitarsi ad una sola esperienza? Le specie animali gravemente minacciate sono diverse, spesso misconosciute ai più: solo per citarne alcune, il kakapo in Nuova Zelanda, il più grosso pappagallo esistente, tanto da essere inadatto al volo, il gorilla di montagna, nostro non troppo lontano parente, confinato a piccole aree protette ai confini tra Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo, il rinoceronte bianco settentrionale, il delfino del Fiume Azzurro in Cina…

La fama di scrittore di Douglas Adams (qui lo speciale sulla sua vita) è indissolubilmente legata al ciclo de La guida galattica per autostoppisti; eppure, a chi gli chiedesse quale fosse il suo libro più importante, rispondeva inevitabilmente: L’ultima occasione. Il successo del viaggio in Madagascar con lo zoologo ed attivista Mark Carwardine sulle tracce dell’aye-aye aveva spinto Adams e Carwardine a programmare altre spedizioni, che avrebbero portato, nel 1990, alla realizzazione del volume, di una serie radiofonica, ma che soprattutto avrebbero trasformato lo scrittore in un ecologista militante che avrebbe posto, sino alla sua prematura scomparsa, nel 2001, il suo impegno ed il suo intelligente, a volte malinconico umorismo, al servizio della causa della protezione degli esseri viventi minacciati da bracconieri, devastazioni ambientali e scelte politiche dissennate. Vent’anni dopo Carwardine ha ripercorso alcune tappe di quelle missioni assieme all’attore Stephen Fry, amico di Adams, in una serie di documentari andati in onda ancora con lo stesso titolo (Last Chance to See) sul canale BBC 2. Il libro non è solo un reportage naturalistico: è un lascito prezioso di Adams, che si dimostra abilissimo divulgatore, capace di incuriosire, divertire e trasmettere al contempo una sensazione di urgente “chiamata alle armi” in difesa della fragilità di un mondo che, privato della ricchezza e della varietà di specie che lo abitano, “sarebbe un luogo più povero, più tetro e molto più solitario”.



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