L’ultima patria

L’ultima patria

1898. Nevada è un piccolo paesino sito sulle montagne tra la val Brenta e l’altopiano di Asiago, in Veneto. La Regione è parte del Regno d’Italia da solo 32 anni, ma già la situazione economica è critica: molti abitanti della zona infatti sono emigrati in America per cercare fortuna. Non la famiglia De Boer. Augusto, sua moglie Agnese, i figli Sergio e Jole rimangono in quella terra, resistono, mentre Antonia, la loro seconda figlia, se ne è andata a stare in convento, dopo aver “ricevuto la chiamata del Signore”. I quattro provvedono alla loro sopravvivenza nutrendosi di quanto loro offerto dalla natura e barattando i pochi prodotti che riescono a ricavarne. Però i De Boer posseggono anche un piccolo tesoro: quattro lingotti di rame e quattro d’argento, nascosti in diversi punti, da utilizzare in caso le cose dovessero davvero mettersi male. Tuttavia la famiglia non è l’unica a conoscenza della loro fortuna: due briganti ne hanno infatti sentito parlare e da settimane stanno spiando Augusto in modo da localizzare tutti i nascondigli. Una volta trovatili, devono solo attendere il momento giusto per agire. Momento che inevitabilmente arriva: Sergio, ammalatosi, viene portato a Oliero da sua sorella Jole, che contravviene gli ordini del padre. I due malviventi decidono dunque di passare all’azione, essendo rimasti solo Augusto ed Agnese a guardia della casa...

Matteo Righetto è docente di Ecologia Letteraria all’Università di Padova e il suo tempo libero lo occupa principalmente con due hobby: andare in montagna e scrivere libri. Alle vette dedica molto del suo tempo, essendo membro della “Montain Wilderness”, associazione che ha lo scopo di contrastare la degradazione progressiva di questi luoghi. Ai libri di tempo ne dedica altrettanto (vedi alla voce Bacchiglione Blues, Dove porta la neve, La pelle dell’orso). Ultimamente queste due attività sono andate sempre più a convergere, fino ad arrivare a toccarsi ne La trilogia della patria, di cui questo L’ultima patria è il secondo capitolo. Righetto racconta le vicende della famiglia De Boer, focalizzandosi in particolare sulla formazione della giovane Jole che, almeno in questo secondo libro, è assoluta protagonista. Il romanzo mostra una ragazza ventenne, ormai matura, prossima ad abbandonare il suo nido e a prendere la vita di petto, ma non prima di aver affrontato un’ultima e terribile prova. Peccato che in determinati passaggi il testo sembri mancare di quell’effervescenza che avrebbe dato alla lettura un sapore più speziato. In un romanzo in cui si vede che la ricerca, lo studio dei modi di vivere, la premura di chiamare ogni albero, ogni pietanza ed ogni utensile con il proprio nome, desueto o dialettale così che il lettore senta realmente l’atmosfera di fine ‘800, un pizzico di brio in più sarebbe stata la ciliegina sulla torta.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER