L’ultimo faro

L’ultimo faro

Sono giovanissimi, tutti tra i dodici e i diciassette anni, quei ragazzi in gita. Non è proprio un viaggio scolastico canonico. Per qualche motivo quei ragazzi condividono un disagio, si sentono (e sono) soli e incompresi. Tre settimane di vacanza in una località particolare, in un bellissimo faro sul mare. Ognuno ha la sua storia e qualche ferita che nasconde con gelosia. C’è Samuele, sempre pronto a scontrarsi con tutti, Fran, timidissima e totalmente in disparte, o ancora Ahmed, che è scappato dalla guerra. Deirdre vuole avere tutto sotto controllo, anche il suo corpo, che non nutre, poi ci sono Walter, Natasha, Malika, Sergio, Chicca. Infine Lin. Ha tredici anni e si è fatta cacciare dalla scuola per le innumerevoli assenze ingiustificate. È lei che scopre uno strano graffito legato a una romantica storia d’amore. Mentre le calde giornate di agosto si susseguono, i ragazzi iniziano a legarsi e connettersi tra loro per un obiettivo comune: ricostruire il mistero che si cela dietro quello strano disegno e che forse è legato alla famiglia che ha abitato per decenni il faro. Chissà cosa starà nascondendo Lucio, il vecchio guardiano di quel faro abbandonato...

Un romanzo corale in cui le voci dei ragazzi, i protagonisti, si alternano tra loro. Sono i quattordici partecipanti alla vacanza “di recupero” che raccontano, secondo il loro personale punto di vista, un pezzetto di storia. Ciascuno si esprime a modo suo, secondo quello che è il suo modo di essere, frutto di un disagio, di un passato triste e difficile, lo stesso che li ha condotti in vacanza vicino a quel faro. Paola Zannoner racchiude le voci dei giovani, che incastra alla perfezione, dentro una cornice più ampia, con l’obiettivo di contestualizzarle senza snaturarle. Grazie all’alternanza delle voci narranti, mai forzata né fuori luogo, si costruisce un romanzo che esalta i valori della convivenza, del gioco di squadra, del rispetto dell’altro. Un modo per crescere superando disagi e problematiche tipicamente adolescenziali, a volte condite da contesti difficili. Ed ecco che il faro non è solo un’ambientazione: diventa il rifugio, la cassaforte di segreti, la luce che guiderà i ragazzi verso la loro crescita.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER