L’uomo che ha inventato il XX secolo

L’uomo che ha inventato il XX secolo
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Nikola Tesla ha ventotto anni quando con i soli abiti che indossa lascia Parigi per raggiungere New York tramite un estenuante viaggio in piroscafo. La sua speranza di giovane inventore è incontrare Edison per convincerlo a finanziare il progetto sull’energia alternata, come gli ha suggerito l’amico Charles Batchellor. Collaborare col già celebre inventore, pioniere dei migliori brevetti, lo entusiasma. Tesla si augura che l’incontro con Edison muti il corso della sua vita e dia una spinta al suo lavoro. Raggiungere la Fifht Avenue una volta sbarcato nell’orrida New York non è semplice. Quando finalmente Tesla arriva negli uffici dove lavora e regna il suo idolo la sorpresa lo travolge. Non ha difficoltà a ottenere un lavoro dopo l’iniziale presentazione, ma avere supporto per le sue invenzioni è altra faccenda. Edison non è interessato, i calcoli matematici e le teorie di Tesla sono troppo complessi per una mente digiuna di formazione teorica come la sua, persuaderlo coi fatti sembra l’unica via per conquistarne l’attenzione. “Tesla ha sempre ricordato che il suo interesse per l’elettricità si manifestò intorno ai tre anni, durante una fredda giornata invernale del 1859, quando si accorse delle scintille che l’elettricità statica faceva comparire sul pelo di Macak, il gatto di casa. Quello strano fenomeno, provocato dal mix di carezze e di aria fredda e secca, stimolò in lui i primi interrogativi sull’elettricità naturale, sui fulmini sviluppati da una tempesta, «La natura è forse un gigantesco gatto?», aveva pensato. «Se sì, chi è che gli gratta la schiena? Non può essere altri che Dio.» Questa curiosità infantile lo accompagnò per tutta la sua lunga carriera”…

Nikola Tesla nasce nel 1856 nel villaggio di Smiljan in Croazia, il padre è il reverendo Milutin Tesla e la madre la giovane Djouka. Grazie all’abitudine di appuntare aneddoti e impressioni è oggi possibile ricostruire in maniera attendibile la vita di quest’uomo geniale, talentuoso e inarrestabile. La morte del fratello più grande, figlio prediletto dei genitori, spinge Nikola a impegnarsi negli studi per ottenere l’approvazione del padre, che mai ottiene. La mancanza di stima e la carenza affettiva lo rendono insicuro e smanioso di guadagnare l’approvazione di uomini da lui reputati illuminati e che eleva a proprio modello, fino a esserne sfruttato. Ogni elemento della natura scatena nel giovane la curiosità, tutto ciò che lo circonda può essere trasformato in forza motrice utile all’uomo, occorre solo che ne scopra il meccanismo. La conoscenza non come mezzo di guadagno, ma come strumento per comprendere il mondo e migliorare la vita. Mentre Edison sa mettere a frutto le idee altrui per ottenerne guadagni, Tesla non cura gli aspetti economici del suo lavoro, né sa contenere i tratti spinosi e esaltati del suo carattere, atteggiamento che lo penalizza, al punto da apparire un vecchio folle e verboso fino agli ultimi anni di vita. E mentre alla fine dell’ottocento si consuma la “guerra delle correnti” tra le società che vogliono accaparrarsi l’esclusiva sui brevetti e sulle vendite a colpi di insinuazioni a mezzo stampa e processi, Tesla a malapena percepisce le diatribe attorno a lui. Inventa, costruisce, svende e annaspa tra i debiti mentre altri godono i frutti del suo genio: Edison, Westinghouse e Morgan. Robert Lomas ha raccontato la vita, i disinganni e l’inventiva di una delle figure più affascinanti mai esistite. Analizzando i risvolti della sua infanzia e le esperienze che più lo hanno segnato e condizionato, utilizzando diari, appunti, articoli a lui dedicati, documenti sequestrati dopo la sua morte e secretati dall’FBI. Nikola Tesla il genio, l’intrattabile, il misogino, l’uomo che ha dato una svolta al mondo per poi morire solo e miserabile in una stanzetta d’albergo una notte del 1943.



 

 

 
 
 
 

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