La balena di piazza Savoia

La balena di piazza Savoia

Il giorno in cui Leopoldo viene al mondo sua nonna aspetta di compiere il proprio settantunesimo compleanno. Sarebbe naturale attendersi che ben presto l’ava sia confinata nei confusi ricordi giovanili di un adolescente, scomparsa troppo presto prima di poter essere altro. E invece no, per una volta le cose vanno diversamente: al protagonista di questa storia è concesso, per così dire, quello che per sua stessa ammissione lui definisce un bonus, al pari dei giochi a premi, e di ben trentadue anni. Amelia infatti muore che ne ha centotré. Non ha avuto figli: la madre di Leopoldo, così come i suoi fratelli, gli zii del futuro regista, sono figli di primo letto del nonno, che perde la prima moglie nell’esplosione del piroscafo “Cesare Battisti” avvenuta durante l’attracco nel porto di Massaua il 23 dicembre 1936, all’arrivo del viaggio che doveva condurre la donna dal marito Raffaele, trasferito all’ufficio postale di Addis Abeba, in epoca fascista strombazzato territorio italiano. La relazione con Amelia è per Leopoldo la più tenera e poetica mai avuta con una donna. Eppure non mancano i battibecchi e le punzecchiature. Lei gli dice che ha una gamba più lunga dell’altra, lui che non è capace a fargli l’orlo ai pantaloni, lei replica che è lui che non sa fare niente, e quando da ragazzo le confida che da grande vuole fare il regista lei gli porta un ritaglio di giornale in cui si nomina un bambino cinese di cinque anni che già sa farlo. Convivono, guardano insieme gli sceneggiati alla tv, hanno in comune un’antipatia militante per Loretta Goggi e una sincera ammirazione per Tino Carraro…

Leopoldo Santovincenzo è nato a Campobasso nel 1964; è un regista e autore di tv, ha studiato al Centro sperimentale di cinematografia di Roma; è stato docente universitario e la sua carriera è legata a filo doppio in particolare alla televisione pubblica italiana, la Rai, soprattutto a Rai4, per cui ha anche ideato, insieme a Carlo Modesti Pauer, Wonderland, un rotocalco che si occupa di cinema, serie tv, videogiochi, fantascienza e altri generi del fantastico. Quando è bambino anche nella sua piccola e periferica città arriva Goliath, una balena catturata in Norvegia dieci anni prima che lui nascesse e che, imbalsamata, ha percorso lentamente in lungo e in largo il vecchio continente per decenni, meravigliando tutti coloro che hanno avuto occasione di vederla, persino letterati come Luigi Malerba, László Krasznahorkai e Mircea Cărtărescu: questo episodio, quasi un fenomeno da baraccone dolente e tragico, che ricorda un po’ certe atmosfere di Fellini e Ferreri, segna profondamente Santovincenzo, perché lo mette in contatto con il sogno, con qualcosa che sembra impossibile e invece è reale, davanti ai suoi occhi. Da qui parte il racconto intenso, intimo, umano, coinvolgente ed emozionante di una storia di crescita, formazione, arte, passione e memoria, scritta con semplicità intrigante.



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