La ballata del piccolo giocatore

La ballata del piccolo giocatore
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“Non abbandono mai la serata finché non sono pronto a crollare. Vado via come se non me ne importasse niente”. Lord Doyle si muove con agio tra i casinò di Hong Kong e Macao. Non sarebbe un lord ma lo stile inglese che lo contraddistingue per molti è sinonimo di sangue blu. Dao ming tang – nome inventato, ma tant’è – rimane colpita dal suo modo di fare ai tavoli da gioco. Lei è una prostituta di classe, una donna con un passato misterioso e un fascino particolare. Lord Doyle in Inghilterra ha lasciato una brutta storia con la legge e nel “baccarat”, gioco d’azzardo nato proprio a Macao, ha trovato prima un espediente e poi una vera ragione di vita. L’incontro con questa donna è destinato a lasciare il segno. Si rende conto fin da subito che non è una semplice compagna di una notte, lo percepisce già dopo la prima volta assieme. “Continuò a piovere come se niente fosse e nel profondo di me stesso fui certo che l’avrei rivista: malgrado la città sia una barriera corallina dove i pesci disorientati non si incontrano mai due volte se non per intervento di una dea, a volte la dea interviene davvero”. I giorni passano, così come lui passa da un casinò a un altro e con fortune alterne. Le regole del baccarat sono inflessibili e difficilmente domabili. Perde, resta senza un soldo, abbandonato a un destino infausto. Sarà in quel momento che lei ritornerà, come un angelo pronto a salvarlo e a rimetterlo in carreggiata. Potrebbe abbandonare tutto e stare con lei. Potrebbe scegliere un’altra vita. Ma il richiamo dei tavoli è più forte. E questa volta il destino cambia rotta. Vince, rivince, vince di nuovo, diventando una specie di attrazione, una fenomeno dalle abilità misteriose…

Lawrence Osborne è un uomo simpatico e gioviale, dalla risata contagiosa. Lo abbiamo visto con i nostri occhi quando lo abbiamo conosciuto di persona e intervistato. Una voglia di vivere e una positività che non devono ingannare. Perché Osborne sa raccontare come pochi i gorghi più cupi in cui può sprofondare l’animo umano. I luoghi più misteriosi e pericolosi. La perdizione e il vizio. In questo caso il vizio del gioco d’azzardo che diventa patologia, febbre incurabile. Difficile non pensare a un altro giocatore, quello creato dalla penna di Fëdor Dostoevskij. Il gioco che diventa ragione di vita, anzi, che si mangia la vita, lasciandone indenni pochi sprazzi. “Lei vegeta, lei non soltanto ha rinunciato ai suoi interessi personali e a quelli sociali, non soltanto ai suoi doveri di uomo e di cittadino, non soltanto ai suoi amici (eppure ne aveva), non soltanto ha rinunciato a qualsiasi fine nella vita, eccettuato quello di vincere, ma perfino ai suoi ricordi. Io ricordo di averla conosciuta in un momento forte e ardente della sua vita, ma sono convinto che lei adesso ha dimenticato tutte le sue migliori inclinazioni di allora; i suoi sogni di adesso, anche quelli più urgenti ed essenziali, ormai non vanno oltre al pair e impair, rouge, noir, la dozzina di mezzo e così via; ne sono assolutamente convinto!”, diceva mister Astley ad Aleksej Ivanovič, protagonista del romanzo russo. Anche Lord Doyle rinuncia a tutto, perfino all’amore. Sullo sfondo della sua ultima fatica letteraria ci sono Hong Kong e Macao, quei paesi lontani di cui ormai Osborne si è rivelato abile narratore. Il suo passato di reporter traspare dallo stile accurato delle descrizioni che trasportano il lettore nelle atmosfere rarefatte di questi luoghi misteriosi. È un viaggiatore Osborne, ma è soprattutto un inglese che ha deciso di vivere dall’altra parte del mondo, imparando ad apprezzare le differenze tra Oriente e Occidente, a metabolizzarle, farle sue e probabilmente a non poterne più fare a meno. Quelli che troviamo nelle pagine di questo suo ultimo romanzo sono paesaggi oscuri e insoliti sui quali si sofferma con cura particolareggiata, a volte facendo un po’ perdere la bussola a chi legge. Perché è facile smarrirsi tra casinò fumosi, grand hotel sfarzosi e una natura lussureggiante ma a volte spaventosa. Lord Doyle è un personaggio enigmatico, dal passato burrascoso e dalle sorti alterne. Si muove incuneandosi tra le pieghe del destino, un destino beffardo e, come scoprirà mano a mano, dalla faccia doppia.



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