La banalità dell'amore

La banalità dell'amore
Nel suo appartamento di New York, nel dicembre 1975, la professoressa Arendt attende la visita di un giovane israeliano che finge di essere uno studente di filosofia dell'università di Gerusalemme. Più di mezzo secolo prima la giovane Hannah aspetta, nella baita che il suo amico Raphael Mendelsohn le ha messo a disposizione, il professor Martin Heidegger che diventerà suo amante ed unico amore della sua intera esistenza. L'anziana professoressa Arendt sarà riportata indietro nel tempo dal suo finto intervistatore, Michael Ben Shaked, che in realtà è il figlio di Raphael Mendelsohn e vuol scoprire qualcosa di più sul carattere di suo padre attraverso quella donna il cui nome ha trovato citato in alcune carte del genitore. In realtà, Hannah è stata l'amore non corrisposto di Raphael, l'amica che lo ha sempre considerato come un fratello e che intanto usava la sua baita per incontrarsi in clandestinità con un uomo sposato molto più vecchio di lei ed in procinto di mettere il suo intelletto e la sua cultura al servizio di Hitler e della follia nazista. Il tentativo di Michael di chiarire e pacificare, sarà l’occasione per la professoressa Arendt di rielaborare e comprendere il passato, fino in fondo....
La piéce si svolge parallelamente su due piani spazio temporali, passato e presente, che alla fine si riuniranno ma che per la maggior parte del tempo rimarranno sospesi, oscuri ed irrisolti. Hannah Arendt giovane studentessa innamorata del suo mentore, dovrà dare ragione all'anziana professoressa dell'amore e della passione riversati su un uomo che ha perseguitato il popolo ebraico ed appoggiato coloro i quali ne hanno siglato lo sterminio. Il titolo è infatti un rimando scoperto al famoso libro La banalità del male in cui sono raccolti gli articoli del processo ad Eichmann e che molti hanno visto come un tentativo di spogliare delle loro responsabilità i persecutori e di conseguenza Heidegger, a causa del suo particolare legame con la studiosa. Comprendere come si possa continuare ad amare il proprio aguzzino si lega indissolubilmente alla cecità con la quale osserviamo il mondo che ci circonda e le persone che ci vivono accanto. Mentre Hannah insegue il professor Heidegger, Raphael cerca disperatamente l'amore e l'appoggio dell'amica che, anche di fronte alla verità, si schiererà sempre dalla parte dell'altro difendendolo e proteggendolo fino alla fine dei suoi giorni. La banalità dell'amore è proprio questa ingenua fiducia nell'altro, ad oltranza, irrazionale ed assolutamente priva di fondamenti. Resistente perfino al disinteresse, all’egoismo, al tentativo di eliminazione ed alla scomparsa.

 

 

 
 
 
 
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