La banda della croce

La banda della croce
Amburgo è distrutta, la polvere grigia che si alza dalle macerie raschia la gola rendendo impossibile ingoiare gli amari bocconi lasciati da una folle guerra che ha seminato disperazione e povertà. Il sapore disgustoso della morte aleggia come un fantasma senza tregua in quelle strade un tempo festose. In una città amorfa e ormai annientata si muovono uomini che erano fieri ma ora costretti alla fuga, obbligati a vivere come topi occupando palazzi diroccati. Sono uomini appartenenti all’èlite delle forze armate del Reich, uomini che portano avanti le loro ideologie a disprezzo della loro vita, e spesso di quella degli altri, per ricostruire una Germania vittoriosa. Soldati che non si sono arresi e che alla fuga in Sud America preferiscono combattere senza tregua e portare con loro all’inferno il maggior numero di Alleati. 1945. Il processo di Norimberga punisce i 'poveri' nazisti che si sono fatti beccare con le mani nel sacco. Su una metropoli desertificata si muovo due forze opposte, quella del bene rappresentata dai Figli di Isaia, ebrei rancorosi che si fanno giustizia da soli uccidendo brutalmente nazisti colpevoli di aver ucciso barbaramente milioni di loro fratelli, e dall’altro lato della scacchiera la Banda della Croce. Tutto finirà in un bagno di sangue, tutto si consumerà tra storie d’amore fugaci e vite scadute. Difficile sarà distinguere, alla fine, i vincitori dai vinti...
Il romanzo che Manzoni ci presenta ha una forte base storica, avvenimenti veri vengono romanzati e resi più godibili e allo stesso tempo più forti. Le descrizioni delle rappresaglie ad opera di nazisti pronti ad immolarsi per una causa persa in partenza sono crude e decise, gli ebrei vendicatori vengono rappresentati come uomini duri pronti a punire attraverso cruente torture i loro ex boia. Il contorno della storia è una scenografia silenziosa, una città morente in cui si fanno spazio squallidi bar presieduti da donne tedesche un tempo mogli o figlie di soldati tedeschi ed ora semplici puttane che rimaste da sole cercano di tirare avanti con l’unico dono che ha fatto loro madre natura. Le tre caratterizzazioni rappresentate dai nazisti, dagli alleati e dagli ebrei vengono ben delineate e fuse insieme su un campo di battaglia duro ed alienante. L’unica difficoltà iniziale è ambientarsi in un labirinto eterogeneo di nomi e di gradi militari. Ma ritrovarsi in una rappresentazione noir di una fase molto delicata della nostra storia recente rende il tutto più vivido, riaprendo ferite mai rimarginate.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER