La battaglia ai confini del mondo

 La battaglia ai confini del mondo

284 dopo Cristo. L’impero romano vive ormai da cinquanta lunghi anni una situazione di caos politico e di guerra civile. In questa profonda incertezza il comandante militare Gaio Aurelio Diocleziano, con un colpo di mano, si autoproclama imperatore e affida a Marco Aurelio Massimiano il compito di co-imperatore sulle province occidentali. Otto anni dopo ai due Augusti si aggiungono i Cesari Costanzo in Occidente e Galerio in Oriente, dando vita alla Tetrarchia. Intanto a Oxsa, nell’Armenia centrale, il soldato semplice Aurelio Casto, appartenente alla nona coorte della centuria di Prisco, la Seconda Herculia, si guadagna la torque al valore per la sua grande abilità in battaglia. Solo sei anno dopo, sotto il regno dell’imperatore Cristiano Costantino, il soldato viene promosso centurione spedito nella Britannia settentrionale a Eburacum a sorvegliare i confini dagli attacchi dei barbari a nord dell’impero. Una sorta di punizione, quel dislocamento, che Casto non sa spiegarsi. La situazione precipita quando il re dei Pitti Vepogeno viene assassinato in circostanze misteriose, generando così l’ira dei suoi sudditi. Casto si offre, assieme a pochi altri coraggiosi, di giungere fino al vallo di Adriano, condurre le trattative con i Pitti e scoprire il responsabile che sta attentando vilmente alla stabilità dell’impero. Si imbatte quindi in una macchinazione molto estesa che coinvolge molte figure chiave del comando imperiale che, attraverso rivalità e tradimenti, vogliono conquistare il potere di Roma…

Ian Ross è un profondo conoscitore della storia romana che per lungo tempo ha anche vissuto nel Belpaese come insegnante di inglese. Oggi vive a Bath e ha saputo mettere a frutto le sue conoscenze sull’antica Roma in ambito politico e militare, dando vita alla sua trilogia Tramonto dell’impero. Ross è un esordiente assoluto che in Inghilterra sta riscuotendo un successo enorme e il suo La battaglia ai confini del mondo è già annoverato al rango di best seller. L’autore riesce a tratteggiare con perizia un’epoca cupa del tardo impero, in cui la violenza e gli intrighi erano all’ordine del giorno. Il periodo della Roma classica è alle spalle e lo scontro tra religioni diverse rendono la vita dell’Urbe molto precaria e instabile. Costantino ha infatti reso il Cristianesimo religione di stato e i pagani e i politeisti faticano ad abbandonare le proprie tradizioni. I dettagli delle descrizioni sono abbondanti e minuziosi, a scapito però della narrazione che perde mordente soprattutto nelle scene di battaglia. Anche i personaggi sono un po’ stereotipati, in particolar modo nel caso del protagonista Casto, valente centurione dal passato difficile e in cerca di rivalsa. Il suo passato di ragazzo scapestrato nella lontana Pannonia e il suo successivo cursus honorum folgorante nelle fila dell’esercito sa di già visto. Una buona storia senza dubbio che però auspichiamo possa migliorare nella narrazione nei capitoli successivi.



 

 

 

 
 
 
 

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