La bellezza è una ferita

La bellezza è una ferita
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Halimunda è un piccolo paese nel cuore dell’isola di Giava, in Indonesia. Dopo ventuno anni dalla sua morte, un pomeriggio di marzo, Dewi Ayu si risveglia. E comincia lentamente a uscire dalla propria tomba portando terrore e scompiglio nel paese e nei suoi abitanti. Dewi Ayu è morta a cinquantadue anni e risorta dopo ventuno. Nel paese la conoscevano tutti: la più bella e desiderata prostituta che la città avesse mai avuto. Madre di tre donne incantevoli – i cui padri potrebbero forse essere avventori del bordello cittadino dove Dewi Ayu lavorava – che hanno fatto girare la testa a tutti gli uomini del paese e di un’ultima figlia, nata tre giorni prima della sua morte, dall’aspetto quasi mostruoso che Dewi Ayu non ha mai visto. È giunto il tempo di riannodare le fila della sua vita, di incontrare Alamanda, Adinda, Maya Dewi e Bellezza, di conoscere cosa sia accaduto negli ultimi vent’anni di sua assenza. Dewi Ayu torna nella sua vecchia abitazione, come se nulla fosse. Sono tutti sconvolti. Bellezza, la sua ultima figlia, non l’ha mai neppure incontrata. Bevendo tè cominciano i racconti: dagli anni Settanta ai giorni più recenti ecco la storia di una intera famiglia e di un Paese, la storia della guerra che ha travolto l’Indonesia più volte e che ha cambiato il volto della nazione e della popolazione abbattendo miti e facendone sorgere altri, la storia di quattro donne, delle persone che le hanno amate e che continueranno ad amarle, di tutti quelli che sono andati via e che non torneranno mai più…

Eka Kurniawan, scrittore indonesiano, è stato una vera e propria rivelazione mondiale e questo suo lavoro gli ha permesso di essere paragonato al più celebre Gabriel García Márquez o allo scrittore di origini indiane Salman Rushdie. Paragoni difficili da sostenere se sei al tuo primo successo mondiale. Eka Kurniawan di certo utilizza il “realismo magico” tanto caro allo scrittore colombiano per cui la magia fa parte della vita quotidiana e si mescola nelle abitudini della popolazione di Halimunda. Lo stesso paese- microcosmo può essere considerato un altro fattore di similitudini con García Márquez: Halimunda è lo specchio dell’Indonesia stessa, attraversata da guerre e lacerazioni, ma con la capacità di rimettersi in piedi nonostante tutto. La bellezza è una ferita ha un plot complesso, che si dipana su molteplici piani narrativi che si intrecciano tra loro. Ci vuole pazienza nella lettura, attenzione massima e, a volte, decidere di non gettare la spugna quando tutto sembra troppo ingarbugliato. Bisogna solo riuscire a sincronizzare il nostro modo di leggere con la scrittura di Eka Kurniawan e poi tutto diventa di una bellezza che fa quasi male. La storia della famiglia di Dewi Ayu, delle sue quattro figlie e dei loro compagni ci strapperà un sorriso e ci farà stare male, sarà uno spaccato della vita di un paese di cui non conosciamo nulla e che, a poco a poco, ci verrà la curiosità di imparare a conoscere. La letteratura indonesiana è da noi quasi completamente sconosciuta. La bellezza è una ferita commuove, appassiona e ci fornice l’occasione di guardare il mondo da un nuovo punto di vista. E alla fine Halimunda e i suoi abitanti ci mancheranno tutti.



 

 

 

 
 
 
 

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