La bellezza non ti salverà

La bellezza non ti salverà

Novara, novembre 2012. Costanza Ravizza, profiler e ispettore della Polizia Scientifica del gabinetto provinciale, sta indagando sulla sparizione di tre ragazzi. Apparentemente i tre casi non presentano alcun collegamento, tranne il fatto che gli scomparsi ‒ il diciannovenne Vito Zani, la diciottenne Cristina Tornielli e la ventiduenne Daniela Marchetti ‒ erano giovani e incredibilmente belli. È questa l’unica traccia a disposizione di Costanza, che non sta passando un bel periodo, dati i problemi col suo compagno, il funzionario di polizia Enrico Marconi. Come se non bastasse, non può nemmeno dedicarsi completamente al caso perché il suo superiore, il dottor Giamasso, vuole a tutti i costi trovare l’autore dell’omicidio del proprietario di una discarica di rifiuti edili nei pressi del comune di Romentino: un probabile regolamento di conti che dimostrerebbe l’infiltrazione di alcune cosche mafiose nel traffico dei rifiuti pericolosi. Nel frattempo Alfredo Filangieri, amico di famiglia della Ravizza, ha lasciato Massa Lubrense per trascorrere un po’ di tempo sul lago d’Orta a casa della sorella Teresa, costretta a letto a causa di una brutta caduta. Alfredo ha un dono speciale, quello di saper guardare dentro le persone e leggerne i pensieri. Così, incuriosito, cercherà in tutti i modi di aiutare Costanza nelle sue indagini. Sul Lago d’Orta, inoltre, vi sono altre due facce nuove: l’enigmatico Enrico Spadaro, proprietario della lussuosa body farm Villa Sasanqua, e il pentito di camorra Ciruzzo Imperatrice. E le indagini di Costanza sembrano trovare una svolta quando la profiler trova l’unico elemento che accomuna i ragazzi scomparsi: la rete, il dark web…

Sono il giallo e il nero i colori che contraddistinguono La bellezza non ti salverà, terzo romanzo della serie dedicata alla profiler Costanza Ravizza, personaggio nato dalla penna della scrittrice napoletana e trapiantata sul Lago d’Orta Francesca Battistella. Il giallo tipico della detection vecchia maniera, fondata sull’intuizione e l’analisi, e il nero di una vicenda torbida, malata, apparentemente senza via d’uscita. Attraverso una scrittura frizzante, ritmata, mai frenetica, l’autrice costruisce un plot che ruota attorno a due nuclei tematici: l’infiltrazione mafiosa nel nord Italia e, soprattutto, i pericoli e le insidie del web. Un’indagine dolorosa, un vicolo cieco, una ricerca a qualcosa di estremamente intangibile: è ciò che Costanza Ravizza dovrà affrontare in queste pagine. Insieme a lei i personaggi che fanno ormai parte dell’universo della Battistella: il buon Alfredo Filangieri, sua sorella Teresa, il domestico egiziano Moussa, la piccola Letizia. Un cast ormai imprescindibile, nelle cui parole e nelle gesta si ritrovano i toni leggeri della commedia, che stemperano la tensione creata dalla trama gialla. La bravura di Francesca Battistella risiede soprattutto nel creare empatia tra il lettore e i suoi personaggi, resi estremamente umani, concreti, anche grazie all’artificio sempre gradito del mimetismo dialettale e della battuta di spirito. Insomma, anche questa volta l’autrice napoletana conferma un’ottima verve, dando vita ad un giallo che coniuga tradizione e modernità e che trova compimento nell’uso di una scrittura piacevolissima.



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