La bellezza salverà il mondo

La bellezza salverà il mondo
Le vicende biografiche, gli scritti privati, le idee. E poi le scelte di vita, i successi e le disfatte di tre eminenti figure della letteratura europea del secolo scorso. Tre autori, Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke, Marina Cvetaeva, che hanno assecondato la propria insopprimibile sete di assoluto, spingendone la ricerca fino ai più estremi confini, e mettendo a repentaglio la felicità e l’esistenza stessa. I loro percorsi umani e letterari risultano a prima vista differenti e distanti nel loro svolgimento; eppure tutti e tre, a loro modo, hanno tentato - se l'espressione non appare troppo forte o troppo retorica - di raggiungere la perfezione facendo della propria vita un'opera d'arte. Oscar Wilde, scrittore irlandese e dandy, fu assiduo ricercatore di ogni forma di bellezza a cui poter sottomettere la vita e ne pagò l'eccesso. Rainer Maria Rilke, il più grande poeta di lingua tedesca del XX secolo, sacrificò l'intera esistenza alla creazione artistica, ma non trovò né soddisfazione né benessere fisico e rimase per sempre schiacciato nella morsa di una logorante depressione. Marina Cvetaeva, poetessa russa, visse e scrisse in contatto ininterrotto con un livello superiore dell'esistenza, cercando ostinatamente di avvicinarsi sempre più alla perfezione del verso. Ma l'effetto tumultuoso degli eventi storici ebbe il sopravvento e la costrinse al suicidio...
Il titolo del nuovo libro di Tzvetan Todorov riprende la celebre frase pronunciata dal principe Miškin, protagonista de L'idiota di Fëdor Dostoevskij, e suggerisce immediatamente l’intento del grande intellettuale bulgaro. Autore di numerosi studi critici dedicati alla letteratura e alla filosofia, realizza qui un saggio anomalo e documentato, che si legge come un romanzo raffinato e coinvolgente. Uno sguardo alle sezioni in cui è diviso il libro rivela l’originalità dell’approccio al tema proposto. Non solo l’analisi delle esperienze dei tre letterati presi in esame, ma anche il tentativo di aprire una finestra sul dibattito circa l'eventualità che il mondo possa realmente essere salvato dalla bellezza. E un'utile appendice in cui trovano spazio un ricco apparato di note, una bibliografia essenziale e l'indice dei nomi. Fin dall’introduzione  Tzvetan Todorov avverte: “Bisogna intendersi: la parola bellezza assume qui un significato ampio, che non sempre corrisponde all’uso comune”. Il termine risponde, piuttosto, alla definizione di quell’ideale di pienezza, di compimento e di perfezione che è possibile rinvenire nelle opere d’arte, poiché esse incarnano il bello del mondo. Dunque l'arte come modello a cui tendere, collocandola al sommo delle attività umane. Un invito a risvegliare il flusso assopito della coscienza del lettore. Troppo impegnativo per i tempi nostri?

 

 

 

 
 
 
 
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