La bestia

La bestia
Nel luglio 2014 la migrazione massiccia dei centroamericani verso gli Stati Uniti è tornata a rivestire un ruolo importante e di primo piano nella cronaca e sui quotidiani. Una importanza sì fragorosa, ma purtroppo solo momentanea. Sono anni che questo problema affligge gli USA: sono più o meno 52.000 i minorenni che solo nei primi sei mesi del 2014 sono riusciti a superare i confini e ad entrare negli Stati Uniti. Arrivano da Honduras, Guatemala, El Salvador, Messico, si consegnano alla prima autorità americana che incontrano e nel giro di poco tempo sono messi nelle mani dei loro parenti che già vivono negli USA. Ma fondamentale è chiedersi cosa spinge questa enorme mole di immigrati a premere al confine degli States, cosa sono costretti quotidianamente ad affrontare questi uomini, queste donne, questi bambini, in cerca di un sogno, in cerca di una vita diversa, mettendosi alle spalle la terra in cui sono nati…
Óscar Martínez scrive un lungo e densissimo reportage che cerca di affrontare nella maniera più diretta possibile il fenomeno dell’immigrazione clandestina negli USA. La bestia della quale lo scrittore sudamericano racconta (e che dà il titolo al saggio) è il treno merci su cui salgono i migranti e si dirigono verso “el norte” (il nord America). Queste persone, come Martínez ha riscontrato viaggiando egli stesso al loro fianco, sono disposte a tutto - proprio a tutto - per poter tentare l’opportunità di vivere una vita migliore. Non li fermano i poliziotti corrotti, le bande di delinquenti che tentano di depredarli. Lo stile è semplice, diretto come un pugno nel nostro stomaco: siamo a fianco degli ultimi, degli emarginati, di coloro i quali vogliono costruirsi un futuro diverso da quello che è stato il loro passato. Una lettura importante, forte, a cui non riuscirete a sottrarvi.

 

 

 

 
 
 
 
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