La Bibbia e il fucile

La Bibbia e il fucile
Benvenuti a Winchester, Virginia. Una città operaia, la città della fabbrica di oggetti in plastica Rubbermaid e della fabbrica di lampadine General Electric, la città dei manovali da 20.000 dollari l'anno o dei commessi di fast-food da 14.000. Un luogo dove – e siamo nella nazione più ricca del mondo! - 2 residenti su 5 non possiedono neanche un diploma, dove gli over 50 hanno la salute a pezzi e lavorano quasi solo per pagarsi l'assicurazione sanitaria, dove alcol, religione e cibo sono le vie d'uscita alla frustrazione, ai problemi, ai debiti e alla rabbia. Una città popolata da bianchi poveri e conservatori, uguale a centinaia di altre città della heartland, l'America profonda. La città di Dottie, la deliziosa sessantenne diabetica obesa che canta al karaoke tutte le settimane cercando di non pensare al fatto che non ha i soldi per comprare le medicine che le servono. La città di Mary, sbattuta fuori casa con uno sfratto illegale da un giorno all'altro sotto la pioggia invernale, sdentata, avvizzita e disorientata e senza i soldi per pagarsi un avvocato che le faccia restituire la casa. La città di Joey, che si è fottuto due vertebre lombari e l'anca lavorando in fabbrica e ora è in causa con l'assicurazione che non vuole pagargli l'impianto della protesi...
Cosa rende questo magnifico saggio sugli Stati Uniti profondi, sui proletari americani, su quegli americani di provincia che “vanno in chiesa, cacciano, pescano, bevono birra e non sono nemmeno in grado di localizzare l'Iraq o la Francia su una mappa” qualcosa di speciale? Facile: che a scriverlo è un uomo di sinistra nato e cresciuto nel cuore del sud povero e razzista degli Usa, non un liberal fichetto di una delle due coste. Sì, sì, d'accordo, Bageant è uno che ha combattuto in Vietnam, è stato un hippy marxista e buddista, ha girato il mondo  per decenni da reporter anticonformista, ma le sue radici non mentono, sono là in Virginia. Nel 1999 Joe è tornato nella sua cittadina natale, quella in cui conosce il cognome di tutti, chi è figlio di chi e chi ha scopato con chi ai tempi del liceo. E qui ha imparato a conoscere – e a guardare con orrore - l'America di George W. Bush, il popolo che i neocon hanno saputo conquistare e guidare fino all'ascesa di Obama, ascesa che questo La Bibbia e il fucile teme sia una effimera parentesi. Il presagio di Bageant infatti è a tinte fosche: una marea nera sta per travolgere le elezioni presidenziali del 2012, e una destra ancora più aggressiva e populista minaccia di prendere il controllo degli Usa. Perché? Per scoprirlo basta leggere questo bellissimo libro gonfio di emozione e di sdegno, una vera orazione civile spruzzata di ketchup.

 

 

 

 
 
 
 
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