La bicicletta di Rasputin

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L’uomo che apre la porta e che fa gli onori di casa indicando la stanza oltre il buio ingresso ingombrato da un enorme attaccapanni, indossa una felpa sformata, una sorta di vero e proprio grembiule lungo, bianco e macchiato di ruggine. Si raccomanda di fare piano. I due scivolano assieme in un corridoio dai muri ricoperti di carta da parati, che al loro passaggio emette un fruscio. Basilio, il cliente, l’uomo in attesa, è disteso sul suo giaciglio, coperto da un drappo rugoso, pesante, con le braccia distese al di fuori delle lenzuola, lungo i fianchi. Il suo unico segno di vita è il lievissimo movimento del petto: il respiro è faticoso, ansante. L’uomo dalla felpa sformata se ne va, e all’orecchio di Basilio giunge la voce di chi comincia a leggere. È così, infatti, che questa figura in un certo qual senso angelica si guadagna da vivere, leggendo opere di letteratura a chi, di norma per una malattia, il più delle volte terminale, non può più farlo autonomamente…

Scrittore, saggista, traduttore, dottore in scienze politiche, ex dirigente amministrativo per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, autore di curatele di testi di pensatori del primo socialismo inglese, ricercatore ed esperto di Bodoni nonché appassionato di storia risorgimentale, Mauro Cotone, nel tratteggiare in maniera assai vivida - come per esempio gli capita con la figura di Giacomo, portinaio che non rimpiange affatto gli anni in cui era giovane e snello e che viceversa trova che il suo sia il lavoro più bello del mondo, anche perché, una volta sbrigate, nel minor tempo possibile, le piccole incombenze quotidiane, può tranquillamente sedersi dietro al vetro della sua guardiola e godersi il piacere di osservare le vite degli altri che gli scorrono dinnanzi - gli ambienti, le situazioni e i protagonisti del suo racconto, non dimentica certo la lezione di Beckett, che di sicuro conosce e senza dubbio rielabora a suo modo, con lieve ironia e profondità, senza mai salire in cattedra. Con intelligenza, e tessendo insieme numerose trame che non inficiano affatto la solidità dell’impianto di coerenza narrativa complessiva, anzi, la sostengono, arricchiscono ed esaltano, conduce il lettore per i meandri di un labirinto filosofico, etico, morale, culturale, una vera e propria sfida intellettuale, una riflessione sulla fragilità della condizione umana, sull’esigenza di trovare il proprio posto in un mondo sempre più protervo, meschino, insensato, caotico e sregolato.

 


 

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