La botanica delle bugie

La botanica delle bugie

Nicla ha tredici anni ed è una ragazzina molto sola e insicura. Vive in campagna con la madre Rita, della quale si vergogna per i suoi modi molto sbrigativi e sempre giudicanti e con Maria, la nonna paterna. Da quando il padre se ne è andato abbandonandola in quella casa piena di risentimento, sente di non riuscire a trovare il suo posto, di essere sempre sbagliata (anche perché la madre glielo ripete continuamente) e che i suoi pensieri non hanno consistenza. È nata figlia di contadini ma vorrebbe scappare via da un destino già deciso fatto di filari d’uva, animali e fango. Ma Nicla, in mezzo agli altri che la guardano in modo strano e la trattano male, ha trovato due amici già durante le scuole elementari quando Caterina ha deciso per lei e Quirino. Ed è di questa amicizia che si nutre la loro storia, anche quando Giorgio si unisce ai tre. Ragazzi e prima ancora bambini e poi adulti della provincia italiana con tutti i desideri e le difficoltà che caratterizzano gli anni della crescita e della maturità. Accanto a loro gli adulti sempre irrisolti, confusi e naturalmente fallaci…

Struttura narrativa interessante che riesce a passare con leggerezza dall’io al noi senza trascurare un coinvolgente tu. Scrittura originale imbastita di salti temporali in avanti e indietro nel tempo in cui i quattro amici raccontano le stagioni della loro vita utilizzando i fondamenti della botanica. Alla fase della germinazione corrisponde la prima bugia, la fioritura farebbe pensare a scelte personali e non condizionate, la maturazione dei frutti porta con sé l’illusione di poter lasciare spazio alla sincerità e l’ultima, la senescenza che comprende che non esiste verità. Quest’ultima fase porta con sé la consapevolezza che non si può sfuggire ai modelli familiari e che ciò che ognuno di loro porta nella società e all’interno delle relazioni è proprio quello da cui tutti vorrebbero salvarsi. E quindi: “Cosa succede a una bugia quando finisce il suo ciclo vitale?”. Elisa Casseri, giovane scrittrice e blogger, già conosciuta al pubblico dei lettori per il suo romanzo Teoria idraulica della famiglia (Elliot, 2014) e per l’opera L’orizzonte degli eventi grazie alla quale ha vinto, nel 2015, il Premio Riccione per il Teatro, torna al tema centrale dei suoi scritti: la famiglia e soprattutto le vicissitudini familiari che segnano le persone, e lo fa in maniera affascinante.



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