La bottega dei sogni smarriti

Charleston. Theodora Overman, per gli amici Teddi, ogni mattina apre il suo negozio di antichità. È una piccola ma accogliente bottega, affascinante, piena di vecchi oggetti spesso malandati, ma davvero unici. Come unici e bizzarri sono i clienti del negozio. La vita di Teddi sembra compiuta: tutti i suoi sogni si sono realizzati, eccetto uno, che la accompagna ogni sera quando chiude la saracinesca alle sue spalle. Il sogno di ritrovare suo fratello Josh, scomparso nel nulla in una giornata d’estate. Un vuoto incolmabile che Teddi vuole e deve riempire. Ma per farlo dovrà rimettere insieme i pezzi del suo passato…

Le botteghe d’antiquariato rappresentano da sempre dei luoghi affascinanti, metafora del tempo che si ferma, a metà tra lo stagnante e la pausa da una realtà che forse scorre troppo velocemente. Quella descritta da Beth Hoffmann è addirittura un nido per Teddie, un modo per fuggire dai pensieri, dalle paure, dalle mancanze “mettendo in pausa” la vita. Ma non basta un luogo pieno di oggetti vintage a distrarre del tutto Teddie. La bottega dei sogni smarriti è la stessa in cui Teddie spera di trovare – appunto - il suo sogno perduto, suo fratello Josh. Beth Hoffmann alterna salti nel passato al presente per raccontarci una storia che, più che rappresentare la ricerca dell’altro, non fa altro che approfondire disagi, pensieri e sentimenti di chi quella ricerca ha deciso di iniziarla. Di chi, proprio come sa fare con vecchi oggetti riportati all’antico splendore, ha deciso di farlo con il suo passato. Lo stesso passato che le ha rubato un pezzo di famiglia ma che l’ha resa la donna che è.



 

 

 

 
 
 
 

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