La boutique

La boutique

Nina è arrivata a Roma dagli Stati Uniti con il peso di una tragedia indimenticabile. Suo marito si è suicidato, incapace di reagire a un crack finanziario. Memore di un passato difficile da cancellare, Nina prende in mano i locali di un’ex tipografia e decide di fondare una nuova impresa: una boutique in cui si vendono principalmente abiti usati. Ma non è da sola. C’è Teresa, la sua socia, di origini ebraiche e mitteleuropee, sposata con un violoncellista spagnolo. Poi c’è Elvira, eterna devota delle pulizie e del bucato. E ancora Rajiv, che si occupa del trasporto merci, o meglio degli abiti da selezionare, smistare ed eventualmente mettere in vendita, il tutto con la vitalità che lo contraddistingue. Un’allegra brigata, quasi una famiglia. Una famiglia in cui non mancano le tensioni, principalmente accese dal carattere, a tratti difficile di Nina, quello stesso carattere che le ha permesso di tirare avanti dopo l’improvvisa morte del marito. Tutto sommato, a parte gli attriti, l’attività della Boutique procede speditamente, a tratti in modo quasi noioso. Almeno finché in negozio non entra un uomo un po’ strano…

La boutique è il terzo romanzo di Eliana Bouchard. Arriva dopo Louise (Premio Rapallo, finalista XLVI Edizione Premio Campiello), ritratto molto accurato di un’Europa del Cinquecento devastata dai conflitti religiosi, e dopo La mia unica amica, introspezione nell’infanzia, che indaga sull’origine del bene e del male e su come dall’infanzia possano porsi le basi per ciò che diventiamo da adulti. La boutique si discosta dai suoi predecessori. È un romanzo intimo, come intimo è l’ambiente in cui si svolge la storia. È delicato, come sono delicati i suoi personaggi e le storie, anche d’amore, che si intrecciano. L’ex tipografia è un micromondo in cui si susseguono le emozioni, i dubbi, le debolezze dell’essere umano, rappresentato da ciascun personaggio del romanzo. In questo piccolo angolo di vita troviamo i rappresentanti del genere umano, in ogni espressione: dalle commesse con le loro piccole gelosie al giovane gay eccentrico, dal marito fedifrago ma perdonato all’immigrato di cui si sa ben poco. Tredici personaggi per tredici facce della nostra realtà. Un romanzo che approfondisce la varietà di genere, le differenze tra le religioni e tra i diversi ceti sociali. Un ritratto della vita coloratissimo, proprio come i colori delle stoffe e degli abiti della boutique, ma altrettanto complicato, così com’è complicata la nostra vita. Che poi, in fondo, ci piace proprio per questo.



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