La cagna

La cagna

Quando Betta approda come domestica nella villa del terribile barone Umberto Lanza, ha quarantadue anni e ben tre figli da sfamare. Betta è vedova e disperata: suo marito non è mai più tornato a casa dopo essere uscito in barca per una battuta di pesca; lo stipendio che le paga il barone non è certo un granché, ma rappresenta comunque un’entrata sicura. A Campofelice, ridente isola della Sicilia, tutti odiano Umberto Lanza: il vecchio ‒ settantadue anni e molti acciacchi ‒ è uno strozzino, un uomo vendicativo e avido che ha trascorso l’intera vita ad accumulare ricchezze; per evitare di perdere il suo patrimonio si è addirittura rifiutato di dare in sposa la sua unica figlia femmina, che ha tenuto segregata in casa subito dopo la morte di sua madre. Il suo palazzo, situato a circa due chilometri dal paese, sta colando a picco ma pur di non spendere una lira è disposto anche a vederlo crollare. Lanza non è gentile con nessuno, neanche con Betta la quale, pur disprezzandolo, ci va a letto e si fa pagare. La prima volta, lui l’ha presa con la forza, sorprendendola alle spalle mentre lei stendeva la biancheria in cortile. Inutile opporsi, lui era più forte. E non era nemmeno la prima volta che importunava una donna in paese, anche se coi soldi ha messo poi a tacere tutto: impossibile denunciare in Sicilia, le donne valgono molto meno degli uomini, specialmente se questi sono molto ricchi. Così Betta volge la situazione a suo favore, nonostante lo schifo di sentirsi addosso per giorni l’alito puzzolente del vecchio. Una mattina, lei e il barone litigano: lui la insulta e vuole darle il benservito e lei, per ripicca, mente, confessandole di essere incinta. Il barone è in difficoltà, con grande soddisfazione di Betta: il silenzio su uno scandalo del genere gli costerà molti soldi. Soldi che non arriverà mai a sborsare, visto che prima di sera al barone viene spaccato il cuore in due con una coltellata...

Quarantasei anni, siciliano, Maurizio Macaluso è un giornalista di cronaca giudiziaria; ha seguito importanti processi per mafia, ed è sua l’inchiesta sulla strage nella caserma di Alcamo Marina, avvenuta nel 1976 a Trapani, nella quale furono uccisi due carabinieri: una strage archiviata come irrisolta e che il lavoro di Macaluso ha riportato a galla, favorendo la riapertura delle indagini e la conseguente scarcerazione di Giuseppe Gulotta, all’epoca ritenuto uno dei responsabili. Libero dalla pressione esercitata dalla carta stampata, Macaluso si dedica anche alla scrittura di romanzi: il suo primo, L'uomo che amava i bambini, risale al 2001 e ha affrontato il tema scottante della pedofilia; ne La cagna ci imbattiamo invece in un altro argomento annoso, quella sulla condizione della donna in una società di stampo maschilista. La storia di Betta è ambientata in Sicilia nel 1978, in un paese immaginario sonnolento e ovattato, nel quale arriva appena l’eco degli avvenimenti che proprio in quell’anno hanno profondamente segnato la storia del nostro Paese, le uccisioni di Aldo Moro e Peppino Impastato, ma che si ritrova scosso dalla morte dell’uomo più potente e odiato in seno alla comunità. La protagonista, motivata da un profondo amore materno, va avanti da sola priva della protezione maschile, costretta a sopportare i soprusi del suo “padrone” senza alcuna possibilità di riscatto. I soldi non bastano: c’è una figlia da maritare, due figli maschi ai quali garantire istruzione e carriera, e prostituirsi, non solo col barone ma anche con altri vecchi e giovani del paese, sembra l’unica soluzione passato l’iniziale sconforto. Betta prova dunque a giocare secondo le regole degli uomini, sfruttandoli e traendone profitto, ma ne rimane schiacciata: prima accusata di avere ucciso il barone, poi messa alla gogna dai paesani bigotti col dispregiativo di “cagna”. Sua è la voce che racconta i fatti: una voce accorata e determinata, scaltra e a tratti cinica, incurante dei pregiudizi, e che in poco più di cento pagine caratterizzate da una scrittura asciutta e incalzante, fatta di periodi brevissimi è capace di riservare al lettore non poche sorprese.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER