La canzone di Tommy e Blu

La canzone di Tommy e Blu

Tommaso ha cinquantuno anni. Crede che sia arrivato il momento giusto per fare un bilancio, si chiede quale percorso abbia fatto per diventare la persona che è oggi. Decide quindi di ripensare alla sua storia e provare a svelare i meccanismi più intimi che sono scattati nella sua vita, provocando quei cambiamenti che hanno favorito alcune scelte a discapito di altre. Vuole scoprire le origini dei desideri, dei sogni, delle frustrazioni che lo hanno spinto in quella direzione e verificare se alla fine è riuscito a diventare chi fantasticava essere. Quindi inizia dall’anno di nascita, il 1967, in piena guerra fredda, con il conflitto vietnamita ancora in corso, l’uccisione di Che Guevara, gli hippie, l’anno di pubblicazione di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e l’incisione da parte dei Beatles di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Ma soprattutto in quell’anno nasceva anche Blu, l’amore della sua vita, fin da quando l’ha vista la prima volta. Aveva appena nove anni. Diverso carattere, diversa estrazione sociale, diversa città di nascita, molto, molto improbabile che le loro strade potessero incontrarsi. Eppure… è il settembre del 1976 e durante la ricreazione Tommaso vede per la prima volta Caterina, compagna di classe della sua amica Silvia, per lui sarà sempre e solo Blu, per il colore dei suoi grandi, meravigliosi occhi. Una combinazione fortuita, un fatto imprevedibile aveva provocato il loro primo incontro e poi…

La canzone di Tommy e Blu prende l’avvio dalla necessità del protagonista di fare una valutazione esistenziale. Paolo Mattana in questo romanzo riconosce ai bambini, come già Dante aveva fatto, la capacità di provare un amore profondo e duraturo. La narrazione accompagna i protagonisti a partire dal loro primo incontro alle scuole elementari, peccato che Mattana abbia deciso di mettere come data di quell’incontro “settembre 1976”, senza verificare che in quell’anno l’inizio della scuola era ancora il primo ottobre. Solo con la legge n.517 del 4 agosto 1977 sarà decretato che l’apertura dell’anno scolastico è anticipata con date regionali flessibili tra il 10 e il 20 settembre. Non è un errore di poco conto, quando l’ambizione è di inserire le vicende dei personaggi sullo sfondo (ma poi non troppo sfondo!) dei cambiamenti politici, sociali e culturali di quegli anni. Quella legge è stata un cambiamento epocale di una tradizione consolidata che vedeva l’inizio della scuola nel giorno dedicato a San Remigio, tanto da coniare la parola “remigini” per i bambini che iniziavano la prima classe. Un autore non può, non deve sorvolare sul controllo, a maggior ragione quando, come Mattana, fa iniziare la storia da quella data e dedica intere pagine/capitoletti a ben 4 puntigliose liste numerate in cui riporta circostanziati accadimenti, giochi perduti, pubblicazioni discografiche e altro ancora. Nel romanzo il protagonista parla in prima persona e racconta in tono monocorde quarantadue anni di vita di due persone in meno di centoquaranta pagine. I personaggi sono tratteggiati in maniera sommaria, gli episodi mancano di spessore emotivo, tante le citazioni discografiche che più volte sono una scorciatoia per trovar le parole e creare atmosfera. Può essere molto pericoloso fare bilanci.



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