La carta della regina

La carta della regina

A Venezia, nella residenza nobiliare di famiglia, Alvise Pavari trascorre il tempo tra gli studi di ippologia alla Cà Foscari e una blanda nostalgia delle cose del passato. La sua quiete olimpica è interrotta da Anna, unica nipote, che annuncia le sue blasonate nozze con Rosario. La cerimonia lo costringe in Sicilia, nella splendida tenuta Marescalchi. I padroni di casa, Adelaide e il fratello Manfredi, lo intrattengono con le attività tipiche della loro antichissima tradizione nobiliare: cavalli e falconeria. Un piccolo lenitivo per il fastidio della trasferta, per Alvise. Ma quando la partenza si avvicina, la sorte precipita e un incidente porta Manfredi in coma in ospedale e il vecchio Ruggero, mezzo svitato (pare) vegliardo di casa, a miglior vita. Con l’affascinante Dedè rimasta sola a reggere le sorti della tenuta, su cui grava il pignoramento e un’asta giudiziaria, chi avrebbe mai il coraggio di partire? La situazione sembra senza speranza ma un colpo di scena, anzi di carta, salva la situazione. Certo, da lì a mettersi in un giro di falsari…

La nobiltà, che mondo straordinario. Lo si può leggere come ambiente di gente con la puzza sotto il naso oppure semplicemente come un mondo magari inusuale ma non banale. Perché diciamocelo, chi nel fine settimana rinuncerebbe al multisala per allevare falchi e cavalli? Mondo rarefatto forse sì, ma anche portatore di tante tradizioni. All’inizio, a onor del vero, tutta questa indolenza nobiliare rende l’impianto un po’ stantio ma in un attimo la penna di Caponetti fa la magia: si decolla e i personaggi diventano corposi, brillanti e pieni di verve scenica. Anche la trama si infittisce velocemente, con un bell’intreccio che tiene gli occhi incollati alle pagine. Magari il finale è un po’ sbrigativo ma sotto tutta la storia, intesa come narrazione, c’è la vera Storia, della regina Adelaisa, del più antico reperto cartaceo d’Europa, dei destini dei re di Sicilia del dodicesimo secolo. Storie d’integrazione, di donne lungimiranti e illuminate, storie di cultura profonda. Insomma, un romanzo storico con un ritmo da fiction.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER