La casa del buio

Jack Sawyer ha trentun anni; è un poliziotto in pensione “ultra baby” per motivi imprecisati; ha problemi a ricordare con esattezza il proprio passato, soprattutto remoto; ha ansie legate a percezioni di altri mondi, sensazioni che inizialmente non riesce a decodificare. Anche per rifuggire da ciò, cerca di ambientarsi nella pacifica e noiosa cittadina di French Lending, se non che dopo un po’ iniziano degli efferati infanticidi, attribuiti tutti ad una stessa mano, quella di un serial killer soprannominato il “Pescatore”. Jack potrebbe aiutare la polizia locale, non solo perché abile, forte e valente ex collega, ma soprattutto in virtù della propria sensitività, che sempre di più avverte essere collegata con gli omicidi e il loro autore. Ma esita a lungo, perché la sua infanzia tormentata spesso prende il sopravvento, imponendogli la ricerca di una totale tranquillità : a convincerlo è Henry, un dee-jay cieco, collezionista esagitato di ogni genere di musica, molto noto nella comunità locale, leale e coraggioso. Quando viene rapito l’ennesimo bambino, Tyler Marshall - la cui madre, anche lei sensitiva e all’inizio data per folle, “sente” che il ragazzo non è stato ucciso e che ha particolari poteri che gli consentono di resistere all’aggressore - Henry inizia, assieme a Jack, con la propria diversa ma altrettanto intensa sensibilità a indagare raccogliendo gli indizi che possano portare al Pescatore; a far loro trovare la “macelleria” del killer, una casa sporca, cupa e emanante un opprimente magnetismo negativo, contribuirà una gang di motociclisti della zona, anarchici e spregiudicati. Ma ancora non si sa chi sia il Pescatore…

A metà libro termina la parte thriller/horror del romanzo, che si catapulta poi in territori più propriamente fantasy, anche se sempre a tinte fortemente fosche; in effetti, la trama è il prosieguo di un libro fantasy scritto 14 anni prima dagli stessi autori e intitolato Il talismano, a sua volta inserito nella continuity della saga fantasy di King La torre nera. Comunque, salvo che per alcuni particolari non essenziali, il romanzo risulta leggibile anche a chi non conoscesse queste opere. La narrazione segue parametri molto particolari, più da regia cinematografica, nel senso che spesso si indulge nella descrizione di vere e proprie “soggettive”, in grado di inquadrare una scena in ogni suo minimo dettaglio, osservandola quasi come si fosse nascosti dietro la cinepresa e nel contempo si rincorressero ambienti, eventi e personaggi. La storia viene raccontata sempre al presente e spesso al plurale, gli autori ci accompagnano cioè in un viaggio assieme a loro nei meandri dei luoghi e delle scene, spesso molto crude (chi ha detto esageratamente, trattandosi di bambini?), rappresentate nel romanzo. Pur se La casa del buio non è privo di intuizioni riuscite, anche per chi già conosce tutto o quasi di King, e ciò soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi di Jack e di Henry (di quest’ultimo sono splendide le scene in cui ascolta musica, sono così ben descritte che letteralmente fanno venire voglia di possedere un intero negozio di dischi!), sono globalmente prevalenti alcune serie lacune. Se la prima metà del libro infatti suscita quantomeno una certa suspence che lascia perdonare diverse lungaggini narrative di troppo, il romanzo ad un certo punto si disinteressa di tale “sospensione dell’intreccio”, svelando il colpevole a metà percorso e preferendo dirigersi, con decisione, verso lidi fantasy i cui protagonisti sono demoni e mondi paralleli al nostro: qui si svolgono battaglie i cui effetti riverberano nella vita degli umani. Nulla in contrario, se si fosse quantomeno tenuto presente che, tolto l’intrigo “giallo”, almeno in questa parte la narrazione andava resa più dinamica e meno verbosa. Come andrà a finire la storia lo si capisce circa 150 pagine prima che ciò avvenga, e tutto sommato il difetto-cardine è proprio questo: al libro avrebbe assolutamente giovato una decisa scorciata, così come lo stile dei due autori, forse troppo diverso, avrebbe avuto bisogno di un più approfondito tentativo di amalgama.

 


 

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