La casa della foresta

Nella trappola per cinghiali in cui è caduto, Gaius maledice la sua stupidità. Figlio del praefectus castrorum della Legio II Adiutrix di stanza a Deva, nella Britannia invasa dai Romani, ha cominciato a combattere prima che gli spuntasse la peluria sul viso. Ma il suo coraggio non gli ha evitato di sprofondare in quella fetida buca, con una spalla trafitta da un palo appuntito. Sa che le bestie feroci, attirate dall’odore del sangue, lo sbraneranno vivo e si prepara a una morte ingloriosa, quando ode delle voci. Due ragazze hanno sentito i suoi lamenti e cercano aiuto per tirarlo fuori. Così Gaius, debole e ferito, viene ospitato nella casa del druido Bendeigid. Ad accudirlo premurosamente è sua figlia Eilan. Pallida e snella come una giovane betulla, con i capelli biondi ad aureolarle il volto e l’animo candido e gentile, la fanciulla fa breccia nel cuore dell’ufficiale diciannovenne. Anche lei lo ricambia, ma è nipote del Sommo Druido Ardanos e il suo destino è entrare nella Casa della Foresta per diventare una delle vergini dell’Oracolo. A nulla vale che Gaius, guarito e tornato dal padre, la faccia chiedere formalmente in moglie. Il rifiuto di Bendeigid è categorico. Quando Eilan è ormai una sacerdotessa della Dea, Gaius viene nuovamente inviato nel territorio degli Ordovici e la rivede. In entrambi la fiamma non si è spenta. Nella notte della festa di Beltane ardono i falò e la loro passione divampa dolcemente. Purtroppo, ogni gioia proibita ha un caro prezzo da pagare...

Più o meno quattro secoli prima degli eventi de Le nebbie di Avalon si svolge la vicenda narrata in questo secondo volume del Ciclo di Avalon. Ripubblicato in versione integrale, in una nuova traduzione e con il titolo originale voluto da Marion Zimmer Bradley, La Casa della Foresta riecheggia la Norma di Vincenzo Bellini, come dichiara l’autrice nella nota introduttiva. Nell’opera lirica, tratta dalla tragedia Norma, ou L’infanticide di Louis-Alexandre Soumet, la scena era quella delle Gallie al tempo dell’antica Roma. Qui siamo nella Britannia occupata del I secolo dopo Cristo, ma il tema portante resta quello della sacerdotessa che infrange il voto di castità con uno dei nemici che tengono sotto il giogo il suo popolo. Nell’intessersi di storia e leggenda si staglia un’immagine femminile delineata gradualmente nel suo divenire, dall’innocenza dell’età acerba alla consapevole determinazione della maturità. Sulle fragili spalle di Eilan gravano la responsabilità di essere la voce dell’Oracolo, l’altrettanto pesante fardello di mantenere la pace secondo la volontà dei druidi che la manipolano, il dolore di non aver potuto sposare Gaius e altri sentimenti legittimamente umani: gelosia, attaccamento materno, ambizione, rimpianto per un’esistenza non scelta ma imposta. Mentre ci addentriamo fra le fronde ombrose dei boschi sacri e assistiamo a riti e magie antiche, constatiamo amaramente quanto la sorte delle donne sia troppo spesso decisa dal calcolo politico e dal desiderio sconsiderato degli uomini, che esigono, comandano, le prendono, le usano come pedine su una scacchiera e con il proprio amore finiscono di ferirle molto più che con la propria spada.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER