La casa delle ombre

Regina, bellissima giovane rumena, ha incontrato in Italia l’amore perfetto: o, almeno, crede di averlo incontrato nella persona di Lorenzo, giovane, bello, elegante, ricco. Anche se da qualche tempo l’uomo le sembra strano, distaccato, pensieroso, distratto. È così anche la sera in cui la ragazza, elegante e innamorata, si ripropone di dargli una notizia fino ad allora tenuta segreta, una notizia che porterà a entrambi una grande gioia, immagina. Ma la serata non andrà nel verso giusto, il suo esito deluderà drammaticamente le aspettative di Regina. La storia di Regina si intreccia con quella della ‘‘Villa degli amanti maledetti’’, villa in stile liberty, abbandonata e misteriosa, che risveglia la curiosità di chi transita nei suoi paraggi. Nicole, studentessa di psicologia che sta scrivendo la sua tesi di laurea sull’argomento delle credenze popolari e delle leggende locali, va in esplorazione di quella costruzione inquietante e spettrale con l’obiettivo di dedicarle un capitolo della sua ricerca. La visita non le riserva solo l’incontro con suggestione e leggenda, ma la pone dinanzi alla macabra scoperta di un cadavere. Il maresciallo Marchi, tranquillo carabiniere di provincia, fatica dapprima ad accettare la tesi dell’omicidio. Ma sarà proprio su un omicidio particolarmente brutale che dovrà indagare…

Paola Mizar Paini pone al centro della vicenda la ‘‘Villa degli amanti maledetti’’ di Lomello, luogo misterioso per eccellenza nella tranquilla Lomellina. Attorno alla leggendaria costruzione, disabitata e chiusa da anni, si snoda la storia o, per meglio dire, si snodano le storie narrate nel giallo. Vi si intrecciano infatti realtà e vissuto quotidiano di personaggi molto diversi tra loro: due amanti, una studentessa, gli inquirenti. Tutti finiscono col trovarsi, loro malgrado, strettamente legati fino alla soluzione del caso, e forse anche oltre. Tuttavia il romanzo appare non completamente risolto, non tanto per la trama e per lo svelamento finale, che il lettore di gialli allenato e accorto anticipa con poca fatica, quanto per cedimenti e ‘‘stanchezze’’ nello stile della narrazione, appesantito qua e là da alcune trascuratezze e cadute e da qualche ovvio tòpos (il rapporto personale del maresciallo Marchi con il tenete Sabrina Ferri, la meschinità della figura del marito infedele, per fare due esempi). L’autrice, Paola Mizar Paini, di origine lomellina, è al suo secondo romanzo. Il primo, Angeli innocenti, è uscito sempre con Fratelli Frilli Editori.

 


 

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