La casa in mezzo al mare

La casa in mezzo al mare
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San Remo del Mar, isola di Brent. Harold e Mary Rose Grapes sono sposati da trentacinque anni. Abitano in una villetta che Harold ha costruito con le sue mani, a ridosso di un promontorio. La porta d’ingresso dista dal mare appena un metro e quarantotto centimetri e l’intera costruzione poggia su un roccia vulcanica sempre più erosa, tanto che la casa è sorretta da sei tiranti, di quelli che Harold usava nel cantiere navale in cui lavorava. Per questa e altre ragioni di pubblica incolumità, l’amministrazione locale ha inviato un’ingiunzione di sfratto ad Harold e Mary Rose, offrendo loro alloggio in una casa di riposo. Opporsi è vano. La coppia ha avvolto e inscatolato ogni tazzina, bicchiere, libro. Nel fare gli ultimi preparativi, Mary Rose ritrova una vecchia fotografia, che la ritrae con il marito e un bambino. Un bambino che non c’è più. Erano felici, all’epoca. Quella notte, l’ultima prima del trasloco forzato, si abbatte sull’isola una tempesta della stessa violenza che anni prima portò loro via il piccolo Dylan. Il vento e i fulmini creano faglie profondissime nel terreno e spezzano uno a uno i sei tiranti spingendo la casa, inspiegabilmente ancora in piedi, a galleggiare alla deriva in mare aperto...

La casa in cui abitiamo racconta di noi. Il colore che abbiamo scelto per le pareti, l’usura dei mobili, ogni singolo oggetto, anche il più piccolo. C’è chi ha impiegato tutta una vita a renderla quella che è. Chi ha accumulato ricordi, anni interi, alcuni belli e altri molto dolorosi. Harold Grapes ha costruito la sua casa sui resti dello scafo di una barca con cui, insieme alla moglie e al figlio, avrebbe voluto solcare i mari per viaggiare intorno al mondo. Anni dopo la coppia si trova a realizzare quel sogno, seppur in maniera inaspettata. Cosa faremmo noi, al loro posto? Ci lasceremmo vincere dal timore per l’ignoto, l’acqua che invade lo scantinato, le decine di oggetti distrutti dalla tempesta? Oppure ci riempiremmo di gratitudine per essere ancora lì, ancora vivi? Harold e Mary Rose non possono determinare la rotta di questa barca improvvisata, ma possono decidere come affrontare questo viaggio. Chiedersi se la paura di una pinna che spunta nel buio sia più forte della vita di rimpianti che hanno lasciato alle spalle. Se sia più inospitale l’ignoto dell’oceano o una vita scandita di giornate uguali, circondati da conoscenti che raramente diventano amici. La casa in mezzo al mare racconta che siamo noi a scegliere fra queste due strade, anche di fronte alle intemperie più inafferrabili.



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