La casta

La casta
Palagiano, ridente comunità montana adagiata sulla pianura di Taranto, è unica al mondo: non ha né salite né discese ed è posizionata a trentanove metri sul livello del mare. La parte più alta della cittadina 'svetta' a quota ottantasei metri. Un attimo, scusate: come è possibile che ci sia una comunità montana nel cuore della ridente Puglia, che di montagne davvero non ne ha nel suo territorio? Le comunità montane sono solo un pezzo del complesso puzzle che amministratori locali, politici di professione, delegati di partiti sono riusciti a inventarsi per divorare con voracità un pezzetto della grande torta che si chiama bilancio dello Stato italiano. L’esempio di Palagiano può essere utile e paradigmatico perché si guardi con altri occhi una parte del ceto politico (o meglio la sua “caricatura obesa, ingorda e autoreferenziale”) che è diventato nel corso degli anni una vera e propria casta e ha occupato l’intera società italiana. Ponendosi sempre meno l’obbiettivo del bene comune e della sana amministrazione, questa casta ha cominciato a perseguire un unico e solo interesse: salvaguardare se stessa, arricchirsi, occupare posizioni politiche, “sistemare” parentado sparso, creare una vera e propria rete di persone che, come parassiti, non fanno altro che alimentarsi divorando il nostro Stato. La casta non è né di destra né di sinistra; è l’emblema della mediocrità di un certo panorama politico tipicamente italiano...
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel 2007 hanno dato alle stampe questo saggio che è stato, oltre che un clamoroso bestseller, il primo di un lungo filone di inchieste sul malcostume politico italiano – si pensi solo alle numerosissime opere di Marco Travaglio, giusto per citare uno degli autori più famosi di pamphlet che vertono su questo argomento. Rizzo e Stella, editorialisti del “Corriere della sera” hanno scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora con questa lunga e articolata inchiesta. Ad essere messa sotto accusa c’è l’intera classe politica del nostro Paese. Nessuno escluso. Tutti hanno perseguito il loro interesse particolare piuttosto che lavorare per il bene comune, per lo sviluppo della nostra società, sempre più interessata al guadagno che alla condivisione, sempre più avida e truffaldina, sempre meno trasparente e aperta al dialogo. Di certo La casta ha scosso gli animi dei cittadini, ha suscitato per mesi un aspro dibattito politico, ha fatto sì che alcuni si cospargessero – magari solo per un attimo – il capo di cenere. Alcuni critici lo ritengono il manifesto dell’antipolitica, del disprezzo e del sospetto nel confronti della indispensabile struttura-partito. Rizzo e Stella, nella loro introduzione e in seguito nelle interviste rilasciate, hanno sempre sottolineato la loro fiducia nella buona politica, nelle azioni virtuose, nella democrazia e nei partiti politici italiani, fugando qualunque dubbio. Una lettura che nessun italiano dovrebbe perdersi. Un testo utile per capire chi ci ha governato negli ultimi anni, per non cadere negli stessi errori, per provare a tracciare traiettorie politiche migliori.

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