La cattedrale dei vangeli perduti

La cattedrale dei vangeli perduti

1564. Raphael Dardo è uno degli uomini più vicini al Santo Padre, Pio IV. Nella Roma postridentina e nell’Italia piegata al dominio spagnolo le aperture culturali del pontefice lo mettono in cattiva luce agli occhi del re Filippo II e di molti esponenti della curia e della Santa Inquisizione, fino a quando un gruppo guidato da un certo Benedetto Accolti decide di attentare alla vita del papa. Ma il tentativo fallisce a causa di uno dei congiurati, Gian Giacomo Pelliccione, che temendo di essere giustiziato nel caso in cui fosse stato arrestato, decide di denunciare alle autorità papali i suoi compagni, delazione che non lo salva dall’essere rinchiuso insieme a loro nella prigione di Tor di Nona. È qui che Dardo si reca insieme alla bella Sara, un’abile pittrice figlia del suo maggiore compagno d’armi che ha adottato in seguito alla prematura scomparsa del padre, per interrogare il traditore prima che lo facciano le autorità. La stessa sera la ragazza disegna il ritratto degli altri congiurati, tra cui non compare solo il conte di Canossa, l’unico che è riuscito a fuggire. Il pontefice vuole che la sua fidata guardia scopra le ragioni che hanno spinto i prigionieri a ordire un piano per ucciderlo, ormai pienamente cosciente di avere nemici celati nell’ombra e dei gravi rischi che corre. Durante l’interrogatorio Raphael viene a sapere che Accolti e i suoi uomini stavano scavando nella residenza del cardinale Cesi, come tutti i tombaroli interessati ai reperti archeologici delle catacombe che sono oggetto di un redditizio traffico commerciale nella Città Santa. Nel frattempo un uomo vestito da sacerdote ha iniziato a uccidere alcune persone invischiate nella vendita dei tesori archeologici, la prima vittima è l’Antiquario, esperto d’arte noto per la sua grande competenza e per tenere delle aste dove si partecipa con delle maschere che camuffano la voce. L’assassino, che firma i suoi delitti imprimendo una croce di sangue sulla fronte delle vittime, sa che i congiurati hanno fatto una scoperta che può essere usata contro il pontefice e la sua Curia…

Delizzos descrive una Roma del Cinquecento dilaniata dalle macchinazioni dei potenti, dove alla spiritualità prevale l’interesse economico e il desiderio di affermazione, lontana dagli insegnamenti dei vangeli e corrotta da un’irrimediabile individualismo. Emergono pagina dopo pagina l’ipocrisia e la corruzione che quasi mezzo secolo prima avevano spinto il monaco Martin Lutero a decretare la sua separazione dalla Chiesa romana. Raphael si destreggia tra una serie di personaggi quasi sempre negativi, sa placare i timori di Pio IV che ha una cieca fiducia nelle sue abilità militari e investigative, riesce a mantenere la calma anche di fronte ai comportamenti più scorretti e sa provare pietà per chi non è che una povera vittima delle circostanze. Lo dimostra quando il rinomato e assai violento cuoco papale getta nel fuoco il povero apprendista, che stava nascondendo le malefatte del cognato. Dardo lo allontana dalle fiamme salvandogli la vita, anche se sa che in seguito al suo silenzio sono morte le guardie svizzere di stanza nella sua abitazione ed è stato rapito suo figlio. La descrizione dei numerosi personaggi è spesso minuziosa e le scene non mancano di creare la giusta suspense, come quando il protagonista assiste nascosto nell’ombra all’ uccisione dell’Antiquario per mano del serial killer della croce di sangue. Sopra ogni interesse individuale l’autore pone la scoperta archeologica che rischia di mettere in ginocchio il Santo Padre e di ridicolizzare la sacralità della Chiesa. Terzo volume dedicato a Raphael Dardo e alla Roma rinascimentale, La cattedrale dei vangeli perduti segue Il collezionista di quadri perduti e Il cacciatore di libri proibiti. Nel primo romanzo Dardo è un agente segreto di Cosimo de’ Medici e deve trovare opere d’arte giudicate eretiche prima che vengano distrutte dagli uomini dell’Inquisizione, mentre nell’altro volume in seguito alla morte di papa Paolo IV il protagonista è incaricato dal cardinale camerlengo di investigare su alcuni eventi miracolosi, mentre il popolo si schiera in rivolta per le strade della Città Eterna. Nelle sue opere Delizzos porta per mano il lettore in un labirinto narrativo, che arricchisce la realtà storica attraverso lo stupore suscitato da eventi fantastici.



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