La chiave dell’inferno

La chiave dell’inferno
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Stati Uniti, Arkansas occidentale. Cotton Malone, ex agente della Sezione Magellano, è alla ricerca di un tesoro per conto del Museo Nazionale di Storia Americana. Non ci sarebbe stato bisogno della sua presenza se Martin Thomas – bibliotecario dello Smithsonian –, un mese prima, non fosse stato messo in fuga da un pupazzetto senza testa lasciato lungo il sentiero. Un chiaro segnale che qualcuno non gradisce la presenza dello Stato in quel luogo. Malone arriva facilmente all’albero cartografico, lo decifra e da lì trovare l’oro è un gioco da ragazzi. Peccato che non ha fatto i conti con una persona, da lui sconosciuta, che l’ha seguito fino a lì, per poi colpirlo, facendogli perdere i sensi. Nel frattempo Nel Tennessee orientale è in corso il funerale di Alex Sherwood, senatore degli USA, morto recentemente cadendo da un dirupo mentre passeggiava. Alla cerimonia è presente anche Danny Daniels, presidente uscente e grande amico di Sherwood. Daniels approfitta dell’occasione per recarsi sulla tomba di sua figlia e lì viene avvicinato da una donna, Taisley Forsberg, amante di Alex, che gli rivela che quest’ultimo è stato ucciso. È l’unica spiegazione logica: Alex è stato coinvolto da Kenneth Layne, fratello di sua moglie Diane, in un processo volto a cambiare la Costituzione e giorno dopo giorno, secondo Taisley, si era fatto sempre più irrequieto perché disapprovava la piega che stavano prendendo i fatti...

Dodicesimo libro della fortunata saga dedicata a Cotton Malone, La chiave dell’inferno conferma il suo autore come professionista della parola. Questa volta il suo romanzo prende spunto dalla società segreta dei Cavalieri del Circolo d’Oro: nata nel diciannovesimo secolo, essa aveva come obiettivo l’annessione di Messico, America Centrale, Caraibi, Stati Confederati d’America agli Stati Uniti, in modo da creare una vasta rete di schiavi per incrementare il potere degli schiavisti. Il sogno si infranse, inevitabilmente, con la Guerra Civile Americana. Ex-avvocato, Steve Berry dimostra anche di non aver dimenticato la professione per come maneggia a suo piacimento la Costituzione, le leggi e l’ordinamento pubblico statunitense. Come se non bastasse, Berry può contare su basi solide come l’accoppiata Cotton-Cassiopea, ormai rodata alla grande, entrambi protagonisti di innumerevoli avventure, che hanno fruttato ventidue milioni di stampe, traduzioni in quaranta lingue e vendite in cinquantuno Paesi. Insomma, Berry sembra aver trovato il segreto del successo letterario: una trama ben intrecciata, rigorosamente a lieto fine, colpi di scena in quantità tra sparatorie ed inseguimenti, personaggi nettamente caratterizzati, divisi tra cattivi e buoni, con questi ultimi operanti al limite (ed anche oltre) della legalità. Niente di nuovo sotto il sole, a quanto pare: nulla che non si possa ritrovare in un qualsiasi altro romanzo di un qualsiasi altro genere di un qualsiasi altro autore. Però, finché questa ricetta – meno qualità e più quantità – continua a vendere, non resta che prenderne atto e fare un applauso a questi autori, Berry incluso.



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