La collina

La collina
“In Collina sarete liberi, ma scoprirete una libertà diversa da quella che vi ha condannato fuori... La libertà dell’altruismo contro la libertà dell’egoismo”. Quando si parla di egoismo si parla di eroina, della dipendenza che ti porta a rubare, uccidere, distruggere la tua vita e quella di chi ti ama. Quando si parla della Collina, invece, si parla di un centro per tossicodipendenti fondato da Riccardo Mannoni, e della sua idea totalmente rivoluzionaria per vincere la dipendenza. In Collina si vive come in una grande comune. Tutti fanno qualcosa, si lavora insieme, si dorme insieme, ci si conosce e spesso ci si innamora, tutto sotto l’occhio vigile di Riccardo. Succede a volte che in Collina ci si nasca, com’è successo a Valentina, figlia di Ivan e Barbara, che si sono conosciuti proprio lì. La Collina protegge non solo i bambini che possono vivere liberi e a contatto con la natura, ma soprattutto gli adulti, che rimangono così lontani dalle insidie della droga. Così crede Valentina, anche se piano piano il suo mondo dorato comincia a lasciar intravedere delle crepe inquietanti.  Riccardo è veramente un santo come dicono tutti? Da dove vengono i soldi per tener in piedi questa enorme macchina che è la Collina? I metodi estremi utilizzati dai suoi collaboratori (a loro volta ex tossicodipendenti) sono veramente frutto della loro mente o c’è Riccardo dietro alle brutali punizioni? E perché chi cerca di scappare viene sempre trovato e riportato indietro, con qualunque mezzo?
Quando si legge La collina non si può non pensare alla comunità di San Patrignano, oggetto di tante controversie tra gli anni ottanta e novanta, quando un ragazzo venne ucciso con percosse e alcuni giovani denunciarono abusi subiti. Poi sì, leggiamo che Andrea Delogu, che ha scritto il romanzo insieme allo sceneggiatore Andrea Cedrola, ha vissuto proprio lí fino ai dieci anni di vita. La storia di Valentina è ispirata alla sua e a quella dei i suoi genitori, che si rifugiarono in comunità per cercare di salvarsi dalla droga. Una comunità retta da un “padre” - Riccardo nel romanzo - che diventa sempre più temuto che amato, più attaccato ai soldi che al benessere e alla salvezza dei ragazzi. Per fuggire da un’altra dipendenza, quella dalla Collina, l’unica soluzione è tornare nel mondo reale, con tutti i traumi che ciò comporta. È coraggiosa Andrea Delogu raccontando la sua storia, tenuta in serbo per anni. E il romanzo è avvincente come un thriller, non molla la presa in un crescendo di tensione, con uno spiccato taglio cinematografico, tanto nei dialoghi come nel ritmo. Grazie un’alternarsi di punti di vista, ora Valentina, ora Ivan, ora uno sguardo onnisciente e impietoso, possiamo addentrarci nelle tante vite che in Collina lottano per salvarsi senza perdersi del tutto, e nella vita di Riccardo, il grande enigma di questo romanzo che è stato definito “epico” dalla  stessa autrice. Non possiamo che darle ragione. Consigliato.

 

 

 

 
 
 
 

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