La Compagnia del Cigno

Matteo Mercanti, giovane violinista di Amatrice, lascia la sua terra dopo il terremoto dell’agosto 2016 e si trasferisce a Milano. Suo padre vuole allontanarlo fisicamente da tutto il dolore e dai brutti ricordi, affinché si occupi di tutto ciò che è rimasto intatto nella sua esistenza a pezzi, la musica. Lo iscrive al Conservatorio “Giuseppe Verdi” (a cui però lo stesso Verdi non fu ammesso) di Milano, prestigiosissima e antica istituzione, tra le più importanti al mondo. A Milano, tra l’altro, Matteo può vivere con lo zio, il fratello di sua madre, gay che cambia un fidanzato a sera e si dimentica anche di andare a prendere suo nipote alla stazione, anche se certo Matteo non si perde d’animo e arriva comunque a destinazione. Nella prima mattina di lezione, ugualmente lo zio dà forfait e il ragazzo sbaglia tram, va nella direzione opposta e arriva a scuola che è già in ritardo. Gli piace quello che vede, tanti coetanei, grande energia, soprattutto si respira la grande eccitazione per una serata rossiniana con l’Ouverture de Il barbiere di Siviglia che sarà affidata all’Orchestra del Conservatorio. Praticamente alcuni dei suoi compagni di classe, che sta conoscendo in quei minuti: Sara, la sua compagna di banco, violinista ipovedente e senza peli sulla lingua; Domenico, un talento del pianoforte che ha già vinto concorsi e rappresenta la “star” dell’istituto. E poi Rosario, che suona le percussioni e ha una folta chioma castana; Sofia, che vive con mamma e fratello (Andrea detto Scheggia) e suona il violoncello, appena un po’ in carne e per questo sempre imbarazzata; Robbo, che suona l’oboe, ma anche il pianoforte e pure bene. Frequenta il classico ma poi segue le lezioni del Conservatorio anche Barbara e anche lei fa parte del gruppo di musicisti più in vista. E poi c’è Luca Marioni, il “Bastardo”, maestro e tutor dell’orchestra...

È un binomio ormai assodato quello tra Ivan Cotroneo e Monica Rametta, soprattutto quando si lega alla tv e a serie televisive comunque diverse da tutte le altre per intensità e argomento. I due sono ormai una coppia di sceneggiatori collaudati, con idee vincenti per serie televisive che raggiungono grandi ascolti. E come era accaduto per Sirene , anche il libro de La Compagnia del Cigno esce dopo la programmazione della fiction, andata in onda con successo sui canali della Rai. La lettura, quindi, è sempre un po’ condizionata da ciò che si è visto e, anche se il piacere di una bella storia è sempre assicurato, fondamentalmente si toglie sempre qualcosa al gusto di leggere lasciando libere le briglie della fantasia. Peraltro i testi dei due autori sono sempre estremamente fedeli alla fiction già vista (anche se in realtà dovrebbe essere vero il contrario!). I personaggi li vedi esattamente come te li ha proposti la tv, ma questo non toglie nulla alla storia, comunque ben congegnata, con l’inserimento, ad esempio, tra i personaggi di una ipovedente con il suo violino e la volontà di far parte dell’Orchestra del Conservatorio e di poter suonare i suoi spartiti in braille, con tutte le difficoltà del caso; con le problematiche relative alla volontà di superare un trauma come il terremoto; con il superamento della divisione tra classi sociali differenti, in nome della musica e dell’amore, con Domenico, bravissimo e superpremiato pianista che non può permettersi uno strumento in casa e si esercita nella bottega di un accordatore, ben felice di sentire la sua musica. Un unico arricchimento alla storia da parte del libro, rispetto alla fiction: i genitori di Matteo erano separati e questo fa capire meglio il perché di certe reazioni del ragazzo nei confronti di suo padre.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER