La confraternita dei Sikuri

Sono davanti al monitor, uno da una parte, l’altra dall’altra. Sono in due punti diversi della stessa città, ma ciononostante sono in contatto. Potenza della tecnologia, che li connette come due fili che compongono la trama del medesimo tessuto, annodati assieme. Conversano già da un po’ attraverso i social network, in particolare Facebook. I messaggi si fanno via via più privati, il cerchio si stringe, la rete è sempre più stretta, le confidenze si fanno più intime, cresce la voglia di conoscersi, per evadere dall’anonimato della quotidianità. Le mani di lui sono lunghe, abbronzate, curate, scivolano sulla tastiera, sono forti, allenate, ferme, non hanno paura di nessun giudizio, non conoscono il senso del pudore, o della vergogna. E senza remore sono anche le parole che digita: per lui lei è la scoperta dell’anno, del secolo, è una donna vera. E coraggiosa. Così le dice, e lei non può non sentirsi lusingata. Chi non lo sarebbe, del resto? Sono quattro mesi che chattano, se lui fosse un maniaco, le dice lui stesso, si sarebbe già stancato di questo giochino. Almeno, questo è quel che dice lui. E le chiede se è d’accordo. Lei risponde di sì. È così che scattano le trappole, facendole passare per una libera scelta…

Massimo Fagnoni, dottore in filosofia, da molti anni nella polizia municipale della sua città, Bologna, dopo essere stato per lo più a lungo operatore nell’ambito dei servizi sociali e psichiatrici comunali, ha ormai una bibliografia molto ricca per quel che concerne storie noir, le quali, al di là del genere, che padroneggia con competenza ed efficacia, costruendo trame articolate ma solide, credibili e non confuse, connotate con perizia, sono soprattutto in primo luogo veicolo di riflessioni e contenuti sull’evoluzione e, sventuratamente, nella maggior parte dei casi, sull’involuzione della nostra società, a tutti i livelli, torna in libreria con la storia di Sara Lelli, educatrice che nel tempo libero fa la volontaria alla Casa delle donne, uno di quei presidi fondamentali spesso privi di tutele dalle istituzioni che svolgono in realtà un compito fondamentale nella tutela di chi ha più bisogno. E purtroppo nel nostro paese le donne combattono ogni giorno una guerra con chi fa loro del male. Di solito si tratta di familiari. E di solito le donne pagano con la vita. Anche Sara, ragazza brillante, disgraziatamente, dopo alcune conversazioni in chat su Facebook con un uomo scompare. Piero, amico che a Sara deve la sua stessa esistenza, essendo stato salvato da un autolesionismo che si è manifestato in tutte le forme possibili e immaginabili, è dunque costretto a chiedere aiuto a Trebbi, che disprezza Piero perché ha abbandonato sua figlia qualche anno prima davanti alla porta di un pronto soccorso, quando più aveva bisogno di un aiuto. Il senso del dovere e della giustizia, però, è più forte di tutto, e quando Trebbi viene a sapere dal commissario Guerra che a Bologna di sparizioni misteriose negli ultimi tempi ce ne sono state diverse, si immergerà completamente in questo mefitico e mortifero gorgo di orrore.

 


 

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