La congiura dei monaci maledetti

La congiura dei monaci maledetti

Sergio Nato è un cronista del quotidiano di Palermo e, come tutte le sere prima di rincasare, sta salutando i suoi colleghi con la solita frase: “Buonanotte giovani e meno giovani”. Quando pensa al suo lavoro Sergio si sente fortunato perché è riuscito a fare proprio ciò che aveva sognato. O meglio, la professione era proprio quella che aveva sempre desiderato, sul tipo di compiti che gli sono assegnati ci siamo un pochino meno. Lui voleva scrivere di cronaca nera e seguire le indagini ma, nella realtà dei fatti, si è trovato a seguire fatti di cronaca locale e, l’unica volta in cui ha potuto seguire un caso di omicidio, per poco non ha finito con l’ intralciare le indagini. Sembra una serata come tante altre, se non che dalle parti del Pantheon Sergio nota un frate, con il capo coperto da un cappuccio, quasi danzare dinanzi al portale. Realtà o allucinazione? Bah, poco importa, anche perché spesso il sonno gioca brutti scherzi e anche per oggi è arrivato il momento di dormire. E infatti, appena appoggia la testa sul cuscino, Sergio cade in un sonno profondo, dal quale viene svegliato il mattino seguente dal trillo del cellulare: c’è stato un omicidio. La vittima è un certo Scandurra, proprietario di una libreria antiquaria che, stando ai fascicoli della polizia, non aveva mai fatto del male a una mosca. Ciò che però ha stupito e lasciato perplessi gli inquirenti è stata la modalità dell’assassinio, accoltellamento al cuore con un pugnale che al posto del manico presenta una croce …

Una setta che ancora oggi cerca di carpire un antico segreto, una scia di sangue che lega con una sottile linea rossa Palermo e Firenze, un’indagine serrata e un giornalista che rischia sempre di più per scoprire la verità, questi sono gli ingredienti principali de La congiura dei monaci maledetti , romanzo di Carmelo Nicolosi De Luca, che dopo anni di giornalismo ha deciso di tornare alla vecchia passione per la scrittura con un thriller a sfondo storico che funziona in maniera perfetta nella sua linearità. Non discostandosi da una certa letteratura di genere figlia di Dan Brown e nipote - alla lontana - dell’Umberto Eco de Il pendolo di Foucault, l’autore ci conduce in una babele di doppiezze e segreti, in cui l’indagine pian piano si dipana fra passi falsi e omicidi vergati con antichi pugnali. Nonostante la mole, la narrazione si mantiene su buoni livelli di attenzione, in equilibrio fra adrenalina e momenti di riflessione in cui i personaggi, delineati con diligenza e senza tratti inverosimili, si interfacciano in dinamiche realistiche seppur di tanto in tanto un po’ ingessate. La macchina dell’entertainment funziona e il lettore può arrivare alla fine con soddisfazione, consapevole di aver letto un buon thriller che riesce a distinguersi in un mercato ormai saturo di letteratura del genere.



 

 

 

 
 
 
 

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