La consistenza delle idee

La consistenza delle idee

Yuliano Nagai sceglie i lavoratori migliori per destinarli presso filiali da qualche parte nel mondo; per fare bene il suo lavoro deve essere in forma, ed è diventato un convinto salutista: per questo si è fatto installare l’enorme specchio nel bagno, che nasconde in realtà il prototipo di una intelligenza artificiale in grado di controllare ogni suo parametro vitale, consigliare regimi alimentari, aiutarlo a risolvere quei piccoli grandi dilemmi esistenziali che ne possano minare il benessere emotivo… Kieser ha deciso di rispondere all’annuncio: qualcuno sta cercando un saldatore per un laboratorio di chirurgia creativa, l’ultima frontiera della scienza e della tecnica: la creazione di ibridi animali, chimere, che sul mercato possono valere una fortuna... Sono bravi Furao e Prangi, esperti tombaroli: a volte riescono a penetrare anche in cinque sepolcri, arraffando vasellame, oro e gioielli; Gabola è esperto nella riproduzione dei corredi funerari, che sostituisce nelle sepolture prima che vengano depredate. Ma cosa sarà di quelle antiche tombe se verrà consentita la costruzione di un nuovo complesso residenziale sulla collina?... Nergal e Damkina, figli dell’ultima generazione degli occupanti del veicolo che cinquemila anni prima è precipitato su quel pianeta inospitale, hanno scoperto tra gli anfratti delle profondità del lago salato ove spesso nuotano insieme i “puntaspilli”, le cui uova dall’intenso sapore hanno iniziato a vendere sottobanco per cifre da capogiro... Rebecca ha fatto un sogno: riflessa nello specchio ha intravisto una figura; una intrusa con indosso i suoi stessi abiti che, ignorandola, attraversa la stanza e afferra la maniglia, passando la soglia che non deve essere attraversata…

Clelia Farris, cagliaritana, vincitrice dei premi Fantascienza.com con Rupes recta nel 2004, e Odissea nel 2009 con Nessun uomo è mio fratello, autrice che tra i suoi autori di riferimento, oltre ad Asimov, Dick, Le Guin, cita Melville, Austen e Lovecraft, laureata in Psicologia, confeziona in queste sette trame idee originali, a volte seminate quasi con nonchalance, finali non lineari, passando senza scossoni da registri più lievi a forme più ricercate, come quelle alla base di Chirurgia creativa, il lungo racconto dalle scene quasi splatter che esplora la ricerca di identità da parte di esseri umani che hanno perduto empatia e direttive morali, e che avrebbe meritato forse un ulteriore approfondimento ed il respiro del romanzo. È però nei racconti brevi che emerge maggiormente il talento per una scrittura, precisa, ben dosata, come in Nemico Segreto o in Rebecca ‒ costruito su un’intuizione geniale che viene rivelata a piccoli sorsi al lettore ‒ entrambe, forse non a caso, narrazioni che parlano di prigioni. Il pensiero corre subito ad alcuni episodi di Black Mirror, proiezioni angoscianti di inquietanti futuri possibili, ove le tecnologie amplificano le ansie della nostra vita quotidiana, le denudano, ne mostrano l’intrinseca vacuità rispetto a ciò che di essenziale davvero ci lasciamo sfuggire. Un buon punto di partenza per scoprire un’autrice che è ormai ben più di una promessa nel panorama della letteratura di genere.



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