La crisi in giallo

La crisi in giallo

La traslazione di un defunto da una tomba ad un’altra non è mai un’incombenza piacevole: aggiungendoci la scoperta di un cadavere semi mummificato poggiato sopra la bara da spostare, la situazione diventa davvero pesante. Sono solo tre settimane che Rocco Schiavone è ad Aosta e un cadavere senza nome e senza bara non è il benvenuto che si aspettava… Due donne di cui una tradita - ma parliamo di almeno vent’anni prima - entrano insieme ad un operaio disoccupato nella vita di Saverio Lamanna, ex addetto stampa, autore di un libro. Toto Salemi, l’operaio, è convinto che facendo scrivere la storia della cava di marmo ceduta ai cinesi e la sua intenzione di ucciderne il proprietario, salverà il suo e gli altri posti di lavoro… Nella casa di ringhiera dalle parti di via Porpora, il Consonni - anziano inquilino con la passione dei delitti - e la sua compagna Angela, benestante insegnante in pensione, tramano soluzioni che possano aiutare i meno fortunati coinquilini, stando bene attenti a non farsi scoprire…

Avete presente le collane a cui si aggiungono i ciondoli per le ricorrenze? Ecco, Sellerio continua ad aggiungere ciondolini alla sua collana di racconti a tema. Autori noti e meno noti ma di tutto rispetto – come sempre – ci regalano dei racconti sul tema della crisi, mantenendo anche in situazioni drammatiche una leggerezza che rende queste raccolte letture piacevoli senza mai essere banali. Manzini trova modo di mostrarci un Rocco Schiavone ancor meno ligio alle regole del solito, sia pur per una buona causa. Con i ventidue maiali ammazzati a Pineta, col povero barrista Massimo costretto a letto da una lunga influenza, i tremendi vecchietti (nonno Ampelio Aldo il Rimediotti e il Del Tacca) di Malvaldi hanno buon gioco nel far partire una delle loro strampalate ma ineccepibili, almeno nei risultati, spedizioni di supporto alla povera Alice, commissario e da poco anche fidanzata del barrista. Bella sorpresa per me che non lo conoscevo la scrittura di Savatteri, ironico, scanzonato e dissacrante eppure capace di una notevole profondità. Leggermente meno divertenti rispetto agli altri, ma perfettamente inseriti nel contesto, i racconti di Fantini-Pariani e Manotti, che sono comunque godibili.



 

 

 

 
 
 
 

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