La crociata dei bambini

La crociata dei bambini

Rinsecchito come un vecchio ramo gelato, eppure ancora conserva la fiamma della vita. Padre John Daniels, di ritorno a Roma dalla missione a Venezia, sfiora il congelamento ma viene raccolto dalla comunità di Milano. Almeno da quel che ne resta dopo la catastrofe che ha quasi cancellato l’umanità vent’anni prima, la Tribolazione, un fatale, singolo giorno di guerra nucleare. Trarre via un uomo dalla morte è un compito impegnativo, per John è quasi come nascere una seconda volta. Si ritrova nell’improvvisato ospedale della piccola comunità di adolescenti e bambini. Sporco, scarmigliato e talmente infreddolito da non sentire più il gelo stesso, riapre i suoi occhi ormai vuoti e inerti. Stanno parlando di lui: l’amministratore lo considera una potenziale minaccia per la comunità...

Secondo volume della saga di Metro 2033 Italia, dopo il primo capitolo del 2011 (Le radici del cielo), che ha segnato una svolta significativa nella carriera dell’autore. È il bambino dentro ognuno di noi l’interlocutore qui rappresentato. Le paure che ci portiamo dentro, i ricordi del nostro passato. Frammenti, sensazioni, immagini in lotta col presente. Il viaggio fra le rovine di Milano è un itinerario costellato di ricordi infantili. Quando tutto andava bene e il male non si avvertiva. Lo struggente contrasto con il disumano presente: i bambini del dopo. Figure a metà. Legate a sbiaditi ricordi di un mondo che più non esiste; proiettate verso un presente che non concede tregua. Crudeli nella loro logica di sopravvivenza, tenerissimi nelle loro speranze future e nei confusi miti del loro passato. Questo il mondo di Avoledo. Sospeso fra “prima” e “l’ora”. Non così lontano da non ricordare, eppure ormai senza alcun rimedio. Una somma di privati inferni. Bisticcio di colpe, rimpianti e orride necessità sullo sfondo dell’inverno nucleare.



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