La cucina ebraica

La cucina ebraica
Una giovane madre ebrea sta preparando una punta di petto per cena. La figlia le chiede perché prima di metterla in padella taglia via le estremità. Dopo una breve pausa, la madre risponde: "Sai che non lo so neanch'io? Ho sempre visto mia madre fare così. Chiamiamo la nonna e chiediamolo a lei". La donna telefona alla madre e le chiede perché si tagliano le estremità della punta di petto prima di cuocerla. La nonna ci pensa un po' e poi risponde: "Sai, non lo so bene neanch'io, è il modo in cui l'ha sempre preparata mia madre". A questo punto le tre donne incuriosite fanno visita alla bisnonna alla casa di riposo. "Sai quando si prepara la punta di petto", le chiedono in coro, "si tagliano sempre le estremità prima di metterla in padella. Perché?" Non so perché lo facciate voi", risponde l'anziana signora, "ma io lo facevo perché non ho mai avuto una padella abbastanza grande!". Questa storiella ebraica dice molto sul rapporto strettissimo esistente tra cibo, tradizione e famiglia: la cucina ebraica è quindi una mappa del passato, che racconta le storie di ognuno e cambia da luogo a luogo pur mantenendo dei tratti comuni, antichissimi...
Dopo aver accennato le caratteristiche essenziali delle festività ebraiche e della gastronomia ad esse legata, Clarissa Hyman (complici le splendide foto di Peter Cassidy) parte per un viaggio intorno al mondo di comunità ebraica in comunità ebraica, e ovunque raccoglie ricette e le storie delle famiglie che le tramandano da sempre (oppure delle persone che le hanno inventate). Ne vien fuori un libro di cucina particolarissimo e molto piacevole alla lettura anche per chi non si trovi col gembiule inforcato e davanti ai fornelli. Ma anche il ricettario non scherza, sia chiaro. I piatti più notevoli? Un'insalata di agrumi e salmone affumicato che a casa mia è divenuta subito un must assoluto, un delizioso Tzimmes di carote, le commoventi Polpette agrodolci di nonna Annie Friedman, un sublime Riso ingioiellato alla persiana con pollo, e una Torta di semi di papavero di Sophie da fare invidia agli dei. Perché, come dice quel detto ebraico: Come è giusto il Signore. Dà il cibo ai ricchi e la fame ai poveri.

 

 

 

 
 
 
 
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