La custode di Leonardo

La custode di Leonardo

Sofia è una quindicenne un po’ diversa dalle altre. Invece di essere dedita alla casa e al ricamo, viene cresciuta con in mano la spada e istruita a diventare una grande spadaccina, tanto che viene condotta anche in Vaticano, davanti a Papa Alessandro VI. Figlia di un nobile decaduto, il conte Guidobaldo Guidi, Sofia ha sempre saputo che i suoi genitori desideravano un figlio maschio e come tale è stata educata. Sotto certi aspetti la cosa l’ha sempre divertita: mentre le sue coetanee giocavano con le bambole di pezza, lei si allenava con spade e bastoni, al punto da diventare bravissima. Davanti al Papa deve mostrare le sue peculiarità, una specie di esibizione del fenomeno da baraccone che il Borgia decide di mostrare ai suoi invitati. Ma non basta, serve la pratica dopo la teoria e Sofia viene fatta combattere contro il cosiddetto “campione di Cesare Borgia”, ovvero Sandraccio Corella, un malfattore che, da criminale qual è, non usa armi da allenamento con le punte arrotondate. Il papa Alessandro VI si accorge dell’inganno e decide, comunque, di scommettere ‒ contro il figlio Cesare ‒ sulla ragazza. E vince, perché l’agilità e l’abilità di Sofia hanno la meglio, tanto che decide di dividere la scommessa proprio con lei. Di fianco al Papa siede un anziano signore con barba e capelli lunghi e bianchi, che durante la cena che segue il combattimento chiede di poter conoscere la ragazza e le offre un lavoro. Ufficialmente sarà la sua modella, ufficiosamente la guardia del corpo di Leonardo da Vinci...

Sei un genio, Leonardo! “No, sono solo un uomo che pensa e sembra geniale solo perché la maggioranza degli uomini non usa la testa”... C’era da immaginarselo che, pure se in un’opera nata dalla fantasia dello scrittore Carlo Martigli, un personaggio come Leonardo da Vinci facesse riflettere. C’era da capirlo che un uomo che pensa, che ha avuto la grande capacità di osservare con attenzione, che ha saputo andare in profondità, ben oltre le apparenze, potesse rendere questo “episodio turco” di grande valenza! Peraltro come tutto il resto della sua vita e delle sue opere. A Martigli si deve riconoscere la capacità di mettere su carta un personaggio a cui non ha tolto un briciolo di genialità, affiancandolo con un “diversivo”, ossia una ragazza abile con la spada (oggi farebbe meno notizia, ma all’epoca, di sicuro, sarebbe stata un vero e proprio fenomeno da baraccone), bella come un angelo, ma che più che una modella a fianco di Leonardo ha avuto il ruolo di una guardia armata, una sorta di angelo custode molto terreno. E non mancano le avventure, le galoppate a perdifiato da Otranto a Roma e ritorno, gli intrighi (come se non fossero bastati quelli che si verificarono davvero!), gli amori e i personaggi dell’epoca, i potenti e perfidi Borgia, principi e nobili che frequentarono a più riprese e con intenti diversi e contrastanti, il Vaticano. Ogni elemento è intrecciato nel contesto della trama con grande maestria, al punto da rendere la lettura intrigante, ovviamente pur sempre con la consapevolezza che si tratta di elementi di fantasia annodati e tessuti nella realtà dell’epoca e nella reale vita del genio.



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