La danza delle streghe

La danza delle streghe
Forse perché vivono vicino alle bocche di un vulcano, gli abitanti delle Eolie, le sette isole siciliane Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli, in provincia di Messina, riportano un insieme di credenze piuttosto originali, benché abbiano elementi affini alle culture di civiltà differenti in altre zone mediterranee e non solo. Si tratta di uomini e donne per lo più pescatori, ma ci sono anche contadini e qualche commerciante, figli e nipoti di padri e nonni emigrati. Molti narrano sogni, fatti da essi stessi o da parenti, in cui un defunto ma pure semplicemente una voce segnala un tesoro nascosto (monete, pignatte piene di soldi), da recuperare secondo precise istruzioni. Raccontano di majare, cioè streghe che da sole o in gruppo – spesso sono accompagnate da un majaro maschio - si ungono il corpo e volano per andare a divertirsi in spiaggia o in altri luoghi in cui avvengono le loro feste, o sabba. Altri narratori ancora invece hanno visto, o sentito raccontare, di serpenti con i capelli sulla testa, anime dannate che vagano sulla terra perché uccise prima del tempo stabilito da Dio per la loro morte. Questi serpenti, che mangiano uva ma anche latte materno, chiedono messe e rosari per la salvezza della loro anima, e provocano morte e disgrazia per chi li uccide...
Macrina Marilena Maffei, antropologa, dal 1981 al 2007 ha intervistato e raccolto centinaia di racconti di abitanti della comunità eoliana, e il grande pregio del suo libro sta nella fedeltà e nell’interesse con cui ha trascritto in forma scritta parole che si immagina siano state caratterizzate dalla musicalità del dialetto, e accompagnate dalla gestualità e dalla mimesi dei narratori stessi. Introdotti da uno scritto dell’autrice, che spiega i principali codici culturali con i quali occorre leggere i racconti, essi sono accompagnati da indici utili per l’interpretazione: delle cose e degli esseri fantastici, delle parole magiche pronunciate da questi esseri, dei luoghi realistici e simbolici delle isole, dei luoghi in cui avvenivano balli banchetti e riunioni delle streghe, dei motivi narrativi dominanti e persino dei voli magici. Anche qui si scoprono così tratti ricorrenti della tradizione popolare, la funzione di mediatore tra mondo terreno e ultraterreno delle donne, seppure nella cultura eoliana abbiano usanze peculiari come quella di seguire i mariti nei campi e sulle barche anche in stato di gravidanza avanzata, e uscire a pesca da sole, tra di loro.

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