La differenza

È in una delle poche farmacie di turno in un giorno d’estate che Mario vede entrare il vecchio e diventare uno qualunque nella coda di clienti in attesa. No, non è lui. Gli somiglia e basta, dice dentro di sé. Si illude che quel pensiero scomodo chiuda la porta ad altre smanie insistenti, di quelle che non si calmano manco se scende Dio. Il vecchio è l’unico a non protestare per la lentezza del farmacista, pare accettare il tempo perso come un regalo. Ha l’aria di amare chiunque e qualunque cosa lo sfiori. Persino un bambino che, annoiato dalla lunga coda al banco, gli gioca alle spalle. Il vecchio sembra provare simpatia nei suoi confronti. Girandosi, cala un braccio verso di lui, lentamente, come le gru che posano la pietra. Il piccolo gli sfugge. Nasconde la faccia contro la pancia del padre. La carezza fallita del vecchio si irrigidisce in un artiglio, ma non il suo sorriso. Si china lo stesso sul piccolo, schiudendo la bocca cariata e gonfiando il petto come se volesse nutrirsi di quella ritrosia, delle sue guance in fiamme, dei suoi occhi che fuggono…
Che differenza c'è tra un poliziotto della Catturandi e un superboss della mafia? Se è facile trovare le difformità, in che modo è possibile parlare di affinità? È sul tentativo di dare una risposta non banale a queste domande che si incentra questo nuovo romanzo dello scrittore e giornalista siciliano Giacomo Cacciatore, da sempre attento alle dinamiche passate e presenti della sua terra. L'autore, con un espediente semplice ma efficace, riesce a rinchiudere nella stessa casa il poliziotto Mario Ombra, rappresentante di un Bene ormai corrotto dall'ossessione e dalla frustrazione, con il superlatitante Cosimo Castrone, simbolo di un Male che la vecchiaia ha reso inoffensivo, muto, impotente, eppure irriducibile. Tra i due, in un crescendo di tensione ed emozioni, si instaura un rapporto che va al di là di quello tra stato e antistato, tra vittima e carnefice, fino ad assurgere a significati universali e senza tempo. Il bene e il male si guardano, si studiano fino a confondersi e a confondere il lettore sulla reale presenza di confini che si fanno tanto più sfumati quanto più li si osserva da vicino.

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