La disobbedienza sentimentale

La disobbedienza sentimentale

Sogno e la professoressa stanno definendo le ultime fase del piano, lei vorrebbe quasi trovare un appiglio per tornare indietro, ma Sogno se ne esce con una frase di filosofia lapalissiana che non le lascia scampo: le cose andranno come devono andare. E così è andata. Durante una camminata notturna nella campagna siciliana, Sogno articola i suoi pensieri secondo il suo stile, in maniera “epidermica” e, perso nelle sue fantasie, non si accorge che il suo compagno Maradona non è più dietro di lui. Quando se ne rende conto si blocca in modo repentino e inizia, invano, a scandagliare con lo sguardo il buio dello spazio alla ricerca dell’amico. Poi capitola e si decide a chiamarlo con un grido di gola: la voce esce strozzata, ma immediatamente Maradona risponde arrabbiato, disturbato da quel vociare che potrebbe richiamare l’attenzione. È disteso sui binari nel tentativo di verificare di persona se uno possa riuscire a salvarsi schiacciandosi a terra tra le rotaie quando passa il treno. Se si trovano in quell’avventura è tutta colpa di una vecchia storia che riguarda Lucia, la professoressa, e l’allevatore di Borbonese, Salvatore. Quei due si sono riconosciuti alla festa di laurea di Michela, riconosciuti perché fino ai quattordici anni le rispettive mamme erano unite da un profondo sentimento di amicizia e di conseguenza si frequentavano spesso. Salvatore ha suscitato l’interesse di tutte le amiche di Lucia e lei, che inizialmente lo ha dato per scontato, si è ritrovata con lui seduta per strada a parlare, ridere e scherzare come erano anni che non faceva…

La disobbedienza sentimentale è il titolo scelto da Eleonora Lombardo per il suo romanzo, ma anche il modo in cui l’autrice definisce l’atteggiamento – comune per lo più tra le donne – di “disobbedire” al modo naturale di sentire, cioè il non riuscire a dire neppure a se stessi la verità sui propri sentimenti, il bisogno di essere forti sempre e comunque, la volontà di apparire diversi da come si è. Per scrivere di questo tradimento che viene fatto a se stessi, Lombardo racconta la storia della relazione amorosa tra Lucia e Salvatore, che non ha una naturale conclusione perché Lucia, abbandonata a favore di una delle sue amiche, trova un modo originale di vendicarsi. La vendetta – che è un’azione per trovare soddisfazione di un torto subito – in realtà alla fine più che appagamento porta ancora più confusione e complica le cose. Tra le pagine spicca vivida la descrizione dell’Ippodromo “La Favorita”, luogo che Eleonora Lombardo ha frequentato fin da bambina con il padre la ricostruzione dell’ambiente e del clima del mondo ippico è curata nei minimi particolari, resa con efficacia nel suo equilibrio precario tra legalità e illegalità, puntellato da personaggi caratteristici nel bene e nel male. La narrazione a tratti è dispersiva, il ritmo è lento e allo stesso tempo le evoluzioni sentimentali dei protagonisti mantengono un andamento di superficie. Il lettore resta appeso, in attesa che la vendetta preannunciata abbia inizio, ma le pagine scorrono più velocemente della storia.



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