La distanza da Helsinki

La distanza da Helsinki
Viola a Milano, Viola a Londra. Due città per esprimere due parti di sé. “Sarà Viola la ragazza normale. Che va al passo con gli altri. Che segue la corrente. Che balla in discoteca. Che si mette la gonna. Che non si vergogna”. È trionfante; ma in fondo all'animo l'angustia sempre la stessa Viola che vuol lasciare a casa. Kimi a Helsinki, Kimi a Londra. Le medesime contrarietà. Kimi vela il profondo motivo della sua distanza, ma non perché finga. Segue semplicemente la sua musica. Controlla il tempo e difende i suoi spazi: Kimi fa fatica a seguire la conversazione di Viola, quando nella scuola di inglese gli si avvicina, e può solo guardarla in silenzio e forse vorrebbe anche allontanarsi…
Giunto dalla curiosa officina di “Masterpiece” alla felice e inattesa pubblicazione con Bompiani, La distanza da Helsinki è il percorso a cui appartengono Kimi e Viola che per formazione, per pura loro interpretazione o semplice immaginazione non possono appartenere alla moltitudine così affettatamente espansiva degli "altri". È una distanza indeterminata e soprattutto "di sicurezza" che interessa in genere non solo la giovinezza. Questa – le parole sono di Taiye Selasi, scrittrice inglese  e giudice del primo talent show letterario – è “una scrittura raffinata che racconta un dolore nascosto” e quindi un romanzo nel quale si concreta l'esperienza della crescita, la cultura dei suoi luoghi e modi, che l'autrice descrive con i pensieri e gli atteggiamenti che in essa si manifestano. Da qui l'intima verità, la ricerca di sé, indirettamente l'amore in cui è riposta la storia di queste due solitudini, ma anche uno sguardo triste e contrastante sui mutamenti. 

 

 

 

 
 
 
 
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