La distanza tra le stelle

La distanza tra le stelle

Osservatorio astronomico di Barbeau, Canada. Futuro prossimo. Il vecchio Augustine – Augie per gli amici, se mai ne avesse avuti – si trova tra le alture della Cordigliera Artica, nel bel mezzo del Circolo Polare. È solo. Gli altri ricercatori sono stati evacuati ormai da un bel pezzo e in tutta fretta, ma lui ha deciso di rimanere. Lo hanno avvertito che sarebbe stato abbandonato al suo destino, nessuno sarebbe più potuto tornare indietro a recuperarlo. “Resto comunque”, ha risposto Augie. Tanto è ormai vecchio, non sopporta le altre persone e comunque non ha nessuno da cui tornare. Si dedicherà alla ricerca per il resto dei suoi giorni. Dopotutto è –o almeno, è stato –un brillante scienziato sciupafemmine, con un curriculum di tutto rispetto, una fama illustre e una figlia mai riconosciuta abbandonata prima della nascita. Dall’alto dell’osservatorio, Augie ha guardato il jet carico di attrezzature e ricercatori partire per sempre. Dopo un paio di giorni, ispezionando uno dei dormitori, ha trovato Iris, una bambina di più o meno otto anni, capitata lì chissà come, chissà perché… Anni di duro lavoro e Sully è stata scelta tra tanti per una missione che passerà alla storia: raggiungere l’orbita di Giove. Così si è trasferita a Houston per l’addestramento –lasciandosi alle spalle un marito ormai diventato ex e una figlia forse un po’troppo trascurata –e di lì a poco è salpata a bordo dell’Aether per la volta celeste. Ormai Sully è nello spazio da due anni, l'orbita di Giove è stata raggiunta e l’Aether sta facendo rotta verso casa. Solo che. Solo che da diversi mesi si sono persi tutti i contatti con il Centro di Controllo Missione giù a Houston. Non solo, sembra proprio che dalla Terra non provenga più alcun segnale, come se di colpo tutti gli esseri viventi si fossero volatilizzati. Mentre l’Aether prosegue silenzioso nello spazio profondo, avvicinandosi ogni giorno di più alla Terra, Sully e i suoi compagni cercano in tutti i modi di non cedere alla disperazione e soprattutto di stabilire un contatto – uno solo – con qualunque forma di vita possa essere rimasta sulla loro amata Terra...

Lily Brooks-Dalton è una giovane americana originaria del Vermont. La distanza tra le stelle – titolo originale Good morning, midnight (Buongiorno, mezzanotte) –, uscito nel 2016, è il suo primo romanzo, già in corso di traduzione in molti Paesi. È inoltre in lavorazione un adattamento cinematografico della storia. Che in effetti si presta molto ad essere portata sul grande schermo: sconfinati paesaggi polari e profondissimi abissi cosmici si alternano sulla scena. A fare da trait d’union c’è il silenzio, che diventa ora glaciale ora interstellare, mantenendo sempre inalterato quel senso di solitudine estrema e disperata che porta con sé. Ma Lily Brooks-Dalton non è abile solo a costruire paesaggi e vedute mozzafiato. Anche la storia, infatti, ha del suo: trama originale e avvincente, che tiene incollati sul libro fino all’ultima pagina. I tagli arrivano infatti al punto giusto, le due storie –quella di Augie e quella di Sully – vengono intervallate nei momenti più cruciali. Sembra di “leggere” una serie televisiva. Lo stile, infine, corona il tutto: scarno ed essenziale, così come scarni ed essenziali sono i due grandi luoghi in cui l’autrice ambienta il suo romanzo. Un romanzo che merita di essere letto, che merita di essere ascoltato, che merita di essere visto.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER