La dolce canzone di Caetana

La dolce canzone di Caetana
Sono trascorsi vent’anni dall’ultima volta in cui si sono visti. Ora lui è un attempato e ricco fazendeiro brasiliano, rassegnato a un matrimonio senza sussulti; lei invece è un’attrice pressoché sconosciuta, che gira il mondo insieme alla sua bislacca compagnia teatrale. E quel che conta (e soprattutto sconvolge) è che è tornata. Lui, il rispettato Polidoro Alves, l’ha sognata per tutto quel tempo, conservando immutato un sentimento inondante come il fremito dell’attesa, puntualmente soffocata dalla presenza ingombrante di Dodo, la moglie onnipresente e solerte, che veglia nottegiorno sulla sua anima insofferente. L’amore della perduta gioventù è lì, davanti ai suoi occhi, implorante e speranzoso. Ma speranzoso di che? Forse di rinverdire l’antica flamma? Niente affatto. Lei, la ribelle Caetana Toledo, in nome di quel che furono, domanda a Polidoro aiuto. Per che? Ma per allestire uno spettacolo: Traviata, per la precisione, mica un’operetta qualsiasi! Fa o no l’artista? Fa, fa, e nel giro di poche lune e pochi soli in quel di Trindade, dove non nè mai successo nulla di eclatante, ne capitano di tutte e di più...
Un villaggio di provincia, che sta per inginocchiarsi all’imminente dittatura degli anni ’70, con la sorprendente venuta della protagonista del romanzo e del suo sgangheratissimo seguito di improbabili attori e probabilissimi poveracci, emarginati e prostitute, sarà protagonista di una stagione rivoluzionaria grandiosa: una rivoluzione  pulsante umanità, fatta di valori irrinunciabili come gli affetti, ma anche sublimata dall’alchimia di cui l’arte sola è capace. Romanzo denso, intelligente, spassoso, scritto con ironia e sarcasmo, La dolce canzone di Caetana ci racconta un angolo di mondo per molti versi inedito, ci fa incontrare personaggi amabilissimi e, mettendo insieme la storia del Brasile con un intreccio assolutamente originale, ci rende partecipi di quanto la realtà, anche quella che si prospetta peggiore, possa apparire diversa, semplicemente se guardata con altri occhi. D’obbligo una nota sull’autrice: Nélida Pinon è nata a Rio de Janeiro nel 1937 ed è considerata tra i maggiori e più significativi scrittori brasiliani.

 

 

 

 
 
 
 
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